Regione, bilancio 2016. Bonaccini: "Sobrietà e legalità i nostri pilastri"

In Assemblea legislativa l'esame della manovra di previsione. Il presidente della Giunta dettaglia lo stato di attuazione del programma: "Verificate se sia stato mantenuto quanto promesso a inizio legislatura". L'assessore Petitti: "Assecondiamo la progressiva, lenta uscita dalla recessione"

Illustrando in Assemblea legislativa il bilancio di previsione 2016 della Regione e la programmazione finanziaria per il prossimo triennio, l’assessore al Bilancio, Emma Petitti, è partita dal più rilevante elemento di contesto: “La progressiva, lenta uscita dalla recessione, con limitati effetti sull’occupazione. La manovra della Regione cerca di rispondere a questa fase- affermato- coerentemente a quanto disposto dalla Legge di Stabilità che sta per essere approvata dalle Camere, con l’incremento di un miliardo di euro per la sanità e il rinvio del pareggio di bilancio, con tutti i suoi vincoli”. La Regione, ha aggiunto, “mantiene inalterata la pressione fiscale regionale, prosegue nella riduzione della spesa corrente (10 milioni in meno rispetto al 2015) e della spesa per il funzionamento della macchina amministrativa, e già nel 2016 intende procedere al riordino delle società partecipate, a risparmi sulle proprie sedi e al compimento del delicato processo di riordino istituzionale. Ogni risorsa liberata- ha concluso- viene destinate all’ambiente e alla tutela del territorio, alla cultura e agli impianti sportivi, al rinnovamento del welfare regionale”.

Nel suo intervento, il presidente della Regione, Stefano Bonaccini, ha poi dettagliato lo stato di attuazione del programma di governo, chiedendo di “verificare, al di là delle legittime opinioni, se sia stato mantenuto quanto promesso in avvio di legislatura. Sobrietà e legalità costituiscono i pilastri dell’azione di Giunta: si è cominciato con il taglio dei costi della politica, grazie al voto unanime dei Gruppi consigliari; si è proseguito con il taglio ai costi di funzionamento della macchina regionale, con una riorganizzazione che parte dal dimezzamento dei dirigenti apicali e che consentirà risparmi consistenti già dal 2016”. Si è “altresì difeso il lavoro dei dipendenti delle Province, investiti dal processo di riordino istituzionale, e si stanno definendo le nuove Aree Vaste, sfuggendo alla tentazione di un nuovo centralismo regionale”. Sono poi “confermati gli incentivi alle fusioni dei Comuni: negli ultimi 8 referendum è prevalso il sì dei cittadini e molti altri Comuni stanno chiedendo il contributo per attuare gli studi di fattibilità”.

“Il lavoro era e rimane l’ossessione”, ha sottolineato Bonaccini, “a cui è improntato tutto l’impegno della Giunta. Il Patto per il lavoro, firmato da tutte le parti sociali, è la precondizione per migliorare i dati che già mostrano una significativa inversione di tendenza: più 1,2% del Pil regionale, più 4% dell’export, la disoccupazione scesa sotto l’8%. A migliorare questi dati potrà contribuire la tempestività con cui questa Regione si è assicurata tutti i fondi europei disponibili, garantendone il cofinanziamento. Sono oltre 26 mila le imprese emiliano-romagnole che esportano, l’obiettivo- ha affermato Bonaccini- è che diventino 30 mila, sapendo che la qualità è il valore aggiunto, e altri avranno sempre un costo del lavoro inferiore al nostro”.

Secondo il presidente della Giunta, “siamo entrati in una nuova stagione di fiducia, che va accompagnata dagli investimenti pubblici”. Fra i tanti temi su cui il presidente si è soffermato, un particolare rilievo “lo ha assunto il turismo, il cui contributo al Pil regionale sta approssimandosi al 10%, grazie alla crescita del turismo culturale e di quello legato al wellness”. “Un’altra priorità è quella della digitalizzazione, anche se l’Emilia-Romagna è la prima regione italiana, siamo tuttora sotto la media europea, e di lì passa un elemento essenziale nell’attrattività di un territorio e nella capacità di sviluppare gli investimenti più innovativi. Resta sul tavolo il tema delle infrastrutture, “che vanno fatte ripartire, altrimenti il declino è inevitabile, e chi vi si oppone ha l’onere di indicare alternative concrete”. Infine, Bonaccini ha parlato della ricostruzione post-terremoto, affermando “che già nel 2016 è possibile che qualche Comune possa uscire dalla fase legata alla gestione commissariale”.

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