Caso Ruby, il pm dei minori attacca Maroni: ''Vado al Csm''

Caso Ruby, il pm dei minori attacca Maroni: ''Vado al Csm''

Caso Ruby, il pm dei minori attacca Maroni: ''Vado al Csm''

ROMA - Il caso Ruby è tutt'altro che chiuso. All'indomani dell'audizione al Senato del ministro Roberto Maroni, dove ha evidenziato l'operato "corretto ed equilibrato" della Questura di Milano la notte del 27 maggio quando la giovane marocchina fu portata negli uffici di via Fatebenefratelli, il pm dei Minori, Annamaria Fiorillo, si è rivolto al Consiglio Superiore della Magistratura poiché a suo avviso le parole di Maroni "non corrispondono" alla sua conoscenza del caso.

 

"Io non dico più niente - ha detto il magistrato dei minori -, parlerò eventualmente dopo, quando il Csm sarà intervenuto. Penso però che sia importante soprattutto il rispetto delle istituzioni e della legalità, cosa a cui ho dedicato la mia vita e in cui credo profondamente". "Proprio per questo rispetto della legalità e della giustizia - ha concluso -, quando le vedo calpestate parlo, perché altrimenti non potrei più guardarmi allo specchio come un essere umano".

 

Alla notizia della richiesta del pm dei minori il procuratore di Milano Edmondo Bruti Liberati non ha voluto fare commenti, mentre Maroni, sottolineando che la sua posizione "è la stessa del procuratore capo di Milano", ha poi ribadito: "Il caso è chiuso". Il pm dei minori Fiorillo, che era di turno nel giorno del fermo di Ruby, aveva già chiarito di non aver mai dato "l'autorizzazione all'affido della ragazza" alla consigliera regionale della Lombardia Nicole Minetti.

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