Iraq: rapito vescovo: è vivo. Chiesto riscatto di 200mila dollari
Iraq: rapito vescovo: è vivo. Chiesto riscatto di 200mila dollari
BAGHDAD - La guerriglia irachena non risparmia nessuno a pochi giorni dal primo voto democratico dopo la caduta di Saddam Hussein. Un vescovo è stato rapito a Mosul. Si tratta del patriarca della comunità siro-antiochena, monsignor Basile Georges Casmoussa. ''La Santa Sede deplora nel modo più fermo tale ignobile atto terroristico - ha dichiarato il portavoce della sala stampa vaticana, Joaquin Navarro-Valls - e chiede che quel degno pastore sia prontamente restituito, incolume al suo ministero''.
''Monsignor Casmoussa è stato rapito mentre usciva da una casa dove si era recato in visita pastorale, nella sua diocesi di Mosul. È stato prelevato e caricato su un'auto. Non sappiamo chi lo abbia rapito né il motivo di questo gesto''. Lo ha detto alla agenzia Misna il patriarca cattolico caldeo Emmanuel Delly, raggiunto per telefono a Baghdad. ''Abbiamo dato noi al Vaticano la notizia del sequestro dell'arcivescovo siro-cattolico di Mosul. Ora stiamo facendo il possibile per rintracciarlo, speriamo di riuscire a salvarlo'' ha aggiunto. Secondo il Patriarca questo atto ''non ha avuto come obiettivo specifico i cristiani, perché anche esponenti musulmani e rappresentanti delle autorità civili sono stati rapiti in questi giorni. L'ultimo episodio è avvenuto ieri''.
"Il gruppo che ha rapito il vescovo Georges Casmoussa a Mosul ha chiesto questa mattina un riscatto di 200mila dollari": lo ha annunciato l'altro arcivescovo di Mosul, mons. Paulos Rahho, di rito caldeo, spiegando che i sequestratori hanno usato il cellulare del vescovo rapito per chiedere il riscatto. Mons. Rahho ha aggiunto che il vescovo iracheno è vivo: i rapitori lo hanno fatto parlare al telefono con il vicario generale della sua diocesi.





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