Primarie Pd per la Regione: si candidano Richetti e Bonaccini, fa retromarcia Manca

Con lo scioglimento delle riserve dei tre “big” che ancora non si erano pronunciati sulle loro candidature, si definisce il quadro delle prossime primarie del Partito Democratico che si terranno il prossimo 28 settembre per la scelta del candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna

Con lo scioglimento delle riserve dei tre “big” che ancora non si erano pronunciati sulle loro candidature, si definisce il quadro delle prossime primarie del Partito Democratico che si terranno il prossimo 28 settembre per la scelta del candidato alla presidenza della Regione Emilia-Romagna, dopo le dimissioni di Vasco Errani. Quindi dentro i due modenesi e “renziani” Stefano Bonaccini e Matteo Richetti, fuori il sindaco di Imola Daniele Manca, “delfino” di Vasco Errani.

Infatti, il segretario regionale del Pd, Stefano Bonaccini alla fine si candiderà, dopo un lungo tergiversare.. Lo ha comunicato alla Festa nazionale dell'Unita'. Si troverà di fronte al suo conterraneo modenese Matteo Richetti, che su Facebook aveva rotto gli indugi parlando al plurale: “Abbiamo deciso”. Il parlamentare Pd ha detto: "Abbiamo deciso. Ci candidiamo a guidare la nostra Regione per i prossimi 5 anni. Sara' una scommessa con un filo conduttore: nessuna occasione deve andare perduta". Altrettanto a sorpresa Daniele Manca, invece fa retromarcia. Nei mesi scorsi era considerato il naturale successore di Vasco Errani: "Ora, subito, sento la voglia di inviare un grande 'in bocca al lupo' a quanti annunciano la loro determinazione a misurarsi nelle primarie, io sono il sindaco di Imola e svolgero' il mio lavoro con la determinazione che mi ha condotto fin qui". In campo anche la presidente del consiglio Regionale, Palma Costi, e l'assessore regionale all'Istruzione Patrizio Bianchi.

Già ampiamente annunciata la candidatura dell'ex sindaco di Forlì Roberto Balzani, che su Facebook promette battaglia: “Con la disponibilità accertata di Matteo Richetti, e con le candidature di segno opposto che immancabilmente seguiranno, le primarie del Pd emiliano romagnolo, tenute in naftalina per troppe settimane e poi logorate dalla ricerca impossibile del "candidato unico", forse diventeranno vere. E' una buona notizia, benché tardiva (manca un mese al voto). La colpa di tutto ciò? Di giovani che si sono comportati alla stregua di scafate nomenklature, di garanzie cercate e non ottenute, di posti agognati o schifati. Per questo motivo, credo vi sia spazio per un civismo di nuovo conio, fatto da persone normali come il sottoscritto, che si sono assunte una responsabilità politica e si sono proposte di verificarla, senza contropartite personali. C' e' un abisso morale fra questa impostazione e quella dei candidati in via di posizionamento, pronti a dire tutto e il contrario di tutto. E cercherò di descriverlo, a beneficio dei cittadini che hanno bisogni e pagano tasse, in questo mese”.

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