Legge sui tagli dei costi dell'Assemblea, Bonaccini: "Facciamo la cosa giusta"

Stefano Bonaccini è intervenuto martedì mattina in aula dopo il dibattito generale sul progetto di legge di riduzione dei costi dell'Assemblea legislativa

L’indennità mensile dei consiglieri regionali fissata a 5 mila euro lordi, dagli attuali 6.104; l’abolizione dell’indennità di fine mandato e l’azzeramento dei fondi ai Gruppi per il funzionamento, per un risparmio complessivo sui costi della politica, considerati tutti gli interventi, di 7,5 milioni di euro nell’arco dei cinque anni della legislatura cominciata dopo le elezioni regionali del novembre scorso. Fondi che, per decisione condivisa da maggioranza e opposizione, verranno destinati a finanziare politiche di sicurezza, legalità e qualità del lavoro, il sostegno al microcredito per lo sviluppo dell’imprenditorialità, il reinserimento lavorativo e l’inclusione sociale 

Tagli previsti dal progetto di legge approvato all'unanimità dall’Assemblea legislativa regionale dell’Emilia-Romagna. Sì dunque da tutti i Gruppi assembleari: Pd, Sel, Ln, M5S, Fi, Fdi, AltraER, che peraltro hanno condiviso emendamenti al testo. Il provvedimento, presentato da Pd e Sel (i capigruppo, rispettivamente Paolo Calvano e Igor Taruffi,primi firmatari) razionalizza anche le modalità di assunzione del personale delle strutture speciali e modifica più leggi regionali, come si ricava dal titolo:“Modifiche alla legge regionale 14 aprile 1995, n.42 (Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale), alla legge regionale 26 luglio 2013, n.11 (Testo unico sul funzionamento e l’organizzazione dell’Assemblea legislativa: stato giuridico ed economico dei consiglieri regionali e dei gruppi assembleari e norme per la semplificazione burocratica e la riduzione dei costi dell’Assemblea), alla legge regionale 21 dicembre 2012, n.18 (Istituzione del Collegio regionale dei revisori dei conti, quale organo di vigilanza sulla regolarità contabile, finanziaria ed economica della gestione dell’ente) e alla legge regionale 26 novembre 2001, n.43 (Testo unico in materia di organizzazione e di rapporti di lavoro nella Regione Emilia-Romagna).

Presentato dalla maggioranza e scelto come testo base, è composto da 15 articoli ed è finalizzato a ridurre le spese dell’Assemblea legislativa in ordine al trattamento economico dei consiglieri e al funzionamento dei Gruppi. Il progetto di legge è arrivato in Aula dopo che in commissione Bilancio, affari istituzionali e generali sono stati accolti numerosi emendamenti presentati sia dai proponenti sia dai consiglieri di opposizione.

Ecco, nel dettaglio, le misure più rilevanti. L’indennità mensile di carica lorda dei consiglieri regionali è fissata a 5 mila euro (rispetto a 6.104,47), con un risparmio annuo di 662.682 euro per un totale di 3.313.410 euro nell’arco della legislatura. A questo risparmio va sommato quello derivante dalla diminuzione delle indennità di funzione, calcolate in percentuale sull’indennità di carica, per un totale di altri 346.582,69 euro per legislatura. Contestualmente, diminuiscono le indennità di funzione anche di assessori, presidente e vicepresidente di Giunta. Il rimborso forfetario mensile delle spese per l’esercizio del mandato riconosciuto ai consiglieri viene fissato a 2.258.65 euro. Viene eliminata l’indennità di fine mandato dei consiglieri, misura che genera un risparmio totale per la legislatura di 1.526.117,5 euro. Infine, l’eliminazione del fondo per le spese di funzionamento dei Gruppi garantisce un risparmio pari a 472.962,3 euro annui, che diventano 2.364.811,5 nella legislatura.

In totale, i risparmi conseguiti per questa legislatura ammontano a 7.550.921,69, equivalenti a 1.510.184,338 euro all’anno.

Sulla materia erano stati presentati altri due disegni di legge, abbinati al testo della maggioranza: uno del Gruppo M5s, intitolato “Norme per l’eliminazione dei privilegi e l’abolizione definitiva dei vitalizi, legati alla carica di consigliere regionale dell’Emilia-Romagna”, e quello di iniziativa popolare, su “Modifiche alla legge regionale 14 aprile 1995, n.42 ‘Disposizioni in materia di trattamento indennitario agli eletti alla carica di consigliere regionale”.

In Aula sono stati approvati alcuni emendamenti, il più significativo dei quali definisce la destinazione delle cifre che verranno risparmiate grazie a questa legge: la Regione adotterà provvedimenti finalizzati a finanziare politiche di sicurezza, legalità e qualità del lavoro, sostegno al microcredito per lo sviluppo dell’imprenditorialità, il reinserimento lavorativo e l’inclusione sociale. Si è previsto di incentivare la forma del tirocinio formativo fra quelle a cui potranno aderire i Gruppi assembleari, e si è sottolineata l’esigenza di garantire appropriate postazioni lavorative alle persone con disabilità. Infine, è stata estesa l’esclusione dell’erogazione dei vitalizi ai consiglieri condannati in via definitiva per delitti a sfondo mafioso.

LE PAROLE DI BONACCINI
Non una rincorsa all’antipolitica, ma una scelta giusta, che completa un percorso già avviato nella passata legislatura. Questo il pensiero del presidente della Regione Stefano Bonaccini, intervenuto martedì mattina in aula dopo il dibattito generale sul progetto di legge di riduzione dei costi dell’Assemblea legislativa. “Come Regione, siamo stati i primi in Italia ad abolire i vitalizi – ha sottolineato il presidente – . Già nella passata legislatura, avevamo ridotto di parecchio le indennità dei consiglieri. Ma ho pensato, abbiamo pensato, che fosse giusto fare di più. E ci arriviamo in tempi davvero brevi dall’inizio del mandato”.

Bonaccini ha ringraziato la maggioranza e le opposizioni, “perché c’è un obiettivo condiviso, una scelta di dignità, necessaria per ricucire il divario con l’opinione pubblica che si è creato in questi anni”. Il presidente ha ricordato i risparmi (per un totale di 7-8 milioni), frutto di un intervento della giunta a inizio legislatura sulle strutture speciali, la presidenza e gli assessorati; a questa cifra si aggiungono altri 7 milioni, proposti in approvazione all’Assemblea. Il tutto per un totale di 15 milioni, “e non ci fermeremo” assicura Bonaccini. Risorse che potrebbero essere destinate a microcredito, welfare, lavoro, ma anche legalità: “E’ un bel segnale – ha ribadito Bonaccini – , anche per riannodare e riavvicinare quest’istituzione ai cittadini”.

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