Regione, approvato il rendiconto 2014: "Investimenti per sanità e imprese"

A favore Pd e Sel, contrari Ln, M5s e Fdi. Gli interventi dei relatori di maggioranza, Poli (Pd), e minoranza, Pompignoli (Ln). Petitti: "Positivo il giudizio della Corte dei conti"

L’Assemblea legislativa regionale, concludendo l’iter iniziato nei primo mesi del 2015, ha approvato il rendiconto generale della Regione Emilia-Romagna per l’esercizio finanziario 2014, con il voto a favore di Pd e Sel, contrari Ln, M5s e Fdi. “In continuità rispetto agli anni precedenti, nel 2014- ha sottolineato il relatore di maggioranza, Roberto Poli (Pd)- si è proceduto a una accurata revisione e razionalizzazione delle spese di funzionamento, al fine di liberare risorse per gli interventi operativi di settore, in particolare in ambito sociosanitario (180 milioni in più all’anno verranno destinati al sistema sanitario, ridotti anche i tempi di attesa per gli esami diagnostici), per la difesa del territorio e per il sostegno alle imprese”.

Le risorse messe a disposizione - 1,362 miliardi di euro, con un aumento di circa il 7,27% sulle previsioni iniziali - sono derivate principalmente “da maggiori entrate costituite in primo luogo dal recupero dell’evasione fiscale su Irap e tassa automobilistica, 91 milioni contro i 73 previsti, che hanno consentito di ampliare, per 18 milioni, i margini del patto di stabilità regionale, e dal recupero coattivo dei tributi regionali, pari a 58 milioni (+23 milioni rispetto alle previsioni)”. Poli ha ribadito che “la scelta di non incrementare il debito, evitando la contrazione di nuovi mutui, ha determinato un conseguente minore indebitamento dell’Ente e questo ha consentito di evitare interventi sulla leva fiscale”. L’elemento caratterizzante dell’esercizio di bilancio, ha concluso il relatore, “è il rispetto degli obiettivi del Patto di stabilità 2014, tanto che anche la sezione regionale della Corte dei conti ha espresso un giudizio complessivamente positivo sul rendiconto”.

Per il relatore di minoranza, Massimiliano Pompignoli (Ln), “il giudizio che si evince dalla manovra è inevitabilmente di segno negativo”. “Le entrate di competenza- specifica- che si sostengono ridotte, risultano invece tutte consuntivate con risultati maggiori rispetto allo stanziamento iniziale, anche quelle da accensione di mutui, utilizzate in buona parte per chiudere i buchi della sanità regionale. Evidente, inoltre, la difficoltà nel recuperare i residui attivi, oltre 300 milioni di euro con più di 5 anni di anzianità, entrate ormai inesigibili (nel 2014 la Regione è stata costretta a stralciare 12 milioni di euro di crediti inesigibili)”. Il consigliere, relativamente alla spesa, ha aggiunto che “lo stanziamento per le imprese si è ridotto di quasi 3 milioni, sui numeri complessivi, la capacità di spesa sul comparto industriale è solo del 37,37%, il sostegno all’occupazione si è fermato al 54,51%. Dietro questi numeri ci sono aziende e associazioni che attendono di essere pagate, anche relativamente ai risarcimenti del dopo-sisma”. “Lascia sconcertati- conclude- che in un periodo che dovrebbe garantire l’aggancio alla ripresa economica, vi siano risorse risibili investite nei settori che potrebbero essere strategici per creare lavoro. Inefficienti anche le misure che dovrebbero snellire la capacità di accedere ai finanziamenti, da parte di persone e aziende colpite da calamità naturali, abbandonate al loro destino”.

Rispondendo all’opposizione, Massimo Iotti (Pd) ha ricordato che “l’85% della spesa finanziaria complessiva è riservata alle aree di intervento rivolte alla salute e alla solidarietà”, rimarcando la “non variazione della leva fiscale” e la “capacità dell’Emilia-Romagna nella gestione della spesa”, anche “attraverso il recupero dell’evasione fiscale”. Infine, ha sottolineato il fatto che “nel 2014 è stata accolta la maggior parte delle domande rivolte alla ricerca industriale, a sostegno delle piccole e medie imprese”. “Un bilancio sostenibile- ha concluso- che va nella direzione dello sviluppo”.

“Il rendiconto generale- ha ricordato in conclusione al dibattito generale l’assessore al Bilancio, Emma Petitti- è stato sottoposto al giudizio di parificazione della Corte dei conti, il procedimento conclusivo del ciclo annuale dei controlli su legittimità, affidabilità e regolarità dei bilanci pubblici, con un esito complessivamente positivo”. Un giudizio, ha sottolineato, che “ha interessato diversi ambiti, primo fra tutti il rispetto del pareggio e degli equilibri di bilancio e dei vincoli del Patto di stabilità interno, così come il rispetto del limite d’indebitamento, con 54,33 milioni di euro in meno rispetto al 2013”. Dal punto di vista della gestione, “è stato riconosciuto anche il rispetto dei tempi medi di pagamento delle fatture a favore di imprese per forniture e lavori, in media 28,2 giorni”. Inoltre, “sono diminuite sensibilmente le partecipazioni regionali”. L’assessore ha anche esposto i contenuti di un emendamento tecnico, da lei stessa presentato, che “fornisce dimostrazione del risultato di amministrazione, prospetto che individua 1.494.732.509 euro di debito autorizzato e non contratto, un miglioramento rilevato pari a 99.538.727 euro”. Emendamento approvato con voto favorevole di Pd e Sel, astenuti Ln, M5s e Fdi.

Sull’emendamento è intervenuto Tommaso Foti (Fdi), parlando di “numeri difficili da decodificare”, sottolineando, inoltre, relativamente al rendiconto, che “l’avanzo di amministrazione non è indice di efficienza, non può essere considerato un risparmio”, “l’impostazione del bilancio- ha concluso- deve cambiare già dal prossimo anno, occorrono elementi di programmazione certi, l’obiettivo deve essere quello di ridurre al minimo residui e avanzi di amministrazione”.

Approvato, inoltre, un emendamento al rendiconto, presentato dai consiglieri Giorgio Pruccoli (Pd) e Tommaso Foti (Fdi), sulla razionalizzazione della spesa, per definire in legge la materia di rimborso delle spese ai consiglieri regionali per l’esercizio del mandato. Sul documento è intervenuto Andrea Bertani (M5s) che pur apprezzando “il fatto di rendere trasparenti le quote relative ai rimborsi, inserendole in una legge”, non ha condiviso il metodo: “Avete presentato l’emendamento all’ultimo minuto, così è difficile esprimere un giudizio. E il sistema forfettario non ci piace, è certamente perfettibile”. Foti (Fdi), ricordando che “l’obiettivo è quello di inserire in una normativa il contenuto dell’emendamento”, ha però accolto le critiche del consigliere M5s: “Avremmo voluto avere più tempo a disposizione”. L’emendamento ha ottenuto il favore dell’intera Aula a eccezione del M5s, che si è astenuto

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  • "Salute e solidarietà"... tradotto: spendiamo una montagna di soldi per chi paga poco o niente di tasse, invece chi produce ed è salassato in cambio riceve sempre meno.

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