Bassa Romagna, nove progetti Asp nel Piano Salute e Benessere
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Bassa Romagna, nove progetti Asp nel Piano Salute e Benessere

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  • 9 marzo 2009 - 16.16 (Ultima Modifica: 09 marzo 2009)

LUGO - Il 25 febbraio è stato approvato dal Consiglio dell'Unione dei Comuni della Bassa Romagna il Piano per la Salute e il Benessere Sociale, redatto dall'Ufficio di Piano dell'Unione d'intesa con l'Ausl e il distretto di Lugo. Il Piano, che ha validità triennale, riguarda in primo luogo l'area degli interventi e i servizi a integrazione sociosanitaria, che devono essere progettati, gestiti e prodotti in modo congiunto tra chi si occupa di servizi sociali e di sanità.

 

Ruolo fondamentale nella programmazione degli interventi destinati alle categorie più fragili, in particolare gli anziani, è stato svolto dall'Asp dei Comuni della Bassa Romagna. Molti progetti, attuabili già a partire dal 2009, riguardano il potenziamento e la qualificazione dei servizi di Casa Protetta, Rsa e Centri Diurni che sempre più devono essere orientati verso le categorie più complesse quali la cronicità, la non autosufficienza, la demenza senile e l'Alzheimer. Tali patologie necessitano di servizi dedicati ad alta intensità assistenziale per chi ne è affetto, ma richiedono al tempo stesso un forte sostegno alle famiglie che si trovano ad affrontare, troppe volte in solitudine, il tema complesso della malattia.

 

All'interno del Piano per la Salute e il Benessere Sociale, nove progetti coinvolgono l'Asp e le sue strutture.

 

In primo luogo, vi sono i progetti volti a favorire la domiciliarità dei servizi. L'Asp, infatti, è fortemente impegnata nel sostegno delle famiglie che scelgono di prendersi cura direttamente a casa loro di anziani, disabili e malati, ma che necessitano di una rete di supporto sociosanitario indispensabile per sostenere un impegno di tale portata.

 

Per quanto riguarda i servizi per i disabili, si attiveranno progetti flessibili nei centri socio-riabilitativi "Galassia" di Fusignano e "Girandola" di Bagnacavallo. Un progetto prevede, inoltre, un'indagine numerica in riferimento alle famiglie che necessitano di una risposta più ampia in termini di giornate di aperture dei centri socio-riabilitativi di Bagnacavallo e Fusignano. Lo studio prevede la valutazione dei costi conseguenti e delle risorse umane necessarie, con iniziale sperimentazione dell'apertura dei centri in modo graduale nella giornata del sabato. Infine, in base ai bisogni espressi, si pianificheranno eventuali aperture programmate per domenica e festivi e il prolungamento degli orari nella fascia preserale, serale e post-serale.

 

Sempre per i disabili, è prevista l'accoglienza temporanea di sollievo in strutture residenziali o semiresidenziali.

 

Un altro progetto è mirato al consolidamento, l'ampliamento e la flessibilizzazione dell'offerta dei centri diurni per anziani: costruendo piani personalizzati e flessibili sarà possibile fornire un supporto significativo al mantenimento a domicilio degli anziani non autosufficienti. In particolare, l'Asp si farà carico dell'apertura di un nuovo centro diurno a Cotignola per cinque posti convenzionati. Sempre nell'ambito del supporto alle famiglie è il progetto relativo al sostegno al domicilio e all'assistenza domiciliare integrata, mentre ne è stato elaborato uno specifico per l'individuazione di posti residenziali per l'accoglienza temporanea di soggetti affetti da demenza, assistiti a domicilio, in fase di scompenso cognitivo-comportamentale, che prevede anche una formazione adeguata per il personale.

 

L'ultimo progetto dedicato alla domiciliarità, "Abitare in sicurezza", prevede il sostegno

al portierato sociale, agli alloggi con servizi e alle nuove comunità alloggio di Voltana e Fusignano.

 

Nel programma attuativo annuale del 2009 del Piano per la Salute e il Benessere Sociale, tre progetti rivolti alla residenzialità coinvolgono le strutture dell'Asp.

 

Il primo riguarda l'offerta di residenzialità della rete distrettuale dei servizi per anziani (Case Protette e Rsa), che presenta un numero di posti letto convenzionati in linea con lo standard regionale (3,2% della popolazione con più di 75 anni). Obiettivo prioritario è quello di mantenere l'equilibrio dell'offerta tra i territori del distretto, l'allineamento delle rette a carico del cittadino, ed equità di prestazioni, accesso e presa in carico.

 

Il secondo progetto mira all'incremento dell'offerta residenziale in strutture di livello medio e alto per persone disabili. La residenzialità temporanea, fino ad ora possibile solo presso il Centro Residenziale di Bagnacavallo, rappresenta un supporto significativo che può consentire la progettazione di ricoveri di sollievo quando la famiglia è in difficoltà o in attesa di un posto residenziale idoneo.

 

Infine, l'ultimo progetto proposto dall'Asp è volto alla sperimentazione e innovazione di nuovi percorsi terapeutici nelle strutture per anziani. È in programma l'allestimento strutturale degli spazi verdi posti all'esterno delle Case Protette "Sassoli" di Lugo e "F.lli Bedeschi" di Bagnacavallo per l'idonea accoglienza degli ospiti affetti da declino cognitivo. Saranno anche effettuati interventi di miglioramento bioclimatico per gli interni delle strutture. Gli spazi dovranno essere studiati e dotati di appositi attrezzature e ausili rivolti a persone affette da malattie degenerative inerenti l'Alzheimer. Sono in fase di sperimentazione, poi, progetti mirati alle terapie innovative come la musicoterapia e la terapia assistita con animali (pet therapy).

 

«L'Asp - afferma il presidente dell'Asp Pierluigi Ravagli - ha partecipato alla redazione del Piano per la Salute e il Benessere Sociale in maniera attiva e propositiva al fianco dell'Ufficio di Piano dell'Unione dei Comuni, mettendo a servizio del tavolo di lavoro l'esperienza e la competenza che derivano dal lungo impegno portato avanti negli anni dalle ex Ipab e proponendo progetti di certa realizzazione che possano dare risposta a una serie di bisogni emersi dal territorio.

 

La nascita dell'Asp dei Comuni della Bassa Romagna - continua Ravagli - ha aperto una nuova opportunità attraverso la quale possono essere valorizzate le diverse attività presenti sul territorio in integrazione coi servizi per anziani. In particolare si prevede, nel 2009, l'attivazione di un gruppo di lavoro congiunto fra Servizio sociale, Asp e gestori delle strutture residenziali presenti sul territorio, che preveda anche il coinvolgimento delle Associazioni delle famiglie delle persone disabili, con l'obiettivo di valutare l'implementazione dell'offerta sia rispetto alla residenzialità di livello alto sia rispetto a forme di accoglienza in comunità-alloggio e alloggi protetti.»

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