Superbike, Biaggi campione del mondo. Ma quanti brividi

Cala il sipario sul mondiale 2012 di Superbike. Quello di Magny Cours è stato un finale da cardiopalma, con Max Biaggi che si è laureato per la sesta volta campione del mondo

Cala il sipario sul mondiale 2012 di Superbike. Quello di Magny Cours è stato un finale da cardiopalma, con Max Biaggi che si è laureato per la sesta volta campione del mondo. Il "Corsaro", che ha bissato il titolo che aveva conquistato nel 2010, si era presentato a Magny Cours con un rassicurante vantaggio di 30,5 punti su Tom Sykes (Kawasaki) e 38,5 su Marco Melandri (Bmw). Quella che sembrava una semplice formalità si è però trasformata in un finale da alta tensione.

Ancora una volta ci si è messa la pioggia a mescolare le carte. Nella prima manche Biaggi ha rischiato di veder sfumare il titolo, rovinando a terra dopo appena sei giri. Il pilota dell'Aprilia ha trovato in Sylvain Guintoli, autentico mago del bagnato, un insperato alleato. Il francese della Ducati del team Pata ha fatto sua Gara 1, precedendo un ottimo Melandri e Sykes.

Gara 2 è iniziata con Sykes a 14,5 punti e Melandri a 18,5 da Biaggi. Il romano ha faticato, ma le uscite di scena e scivolate di Melandri (che si è procurato una brutta botta alla caviglia sinistra), Loris Baz e Leon Haslam hanno favorito la risalita del "Corsaro" fino alla quinta posizione. Quanto bastava per far suo il titolo per appena 0,5 su Sykes, splendido vincitore davanti a Jonathan Rea e Guintoli, che ha regalato alla Ducati l'ultimo podio dell'era 1198.

Carlos Checa ha chiuso un difficile 2012 con un deludente settimo posto dopo esser finito a terra in Gara. Ora per lo spagnolo l'inizio di una nuova avventura con la nuova Panigale. Biaggi, 41 anni, cosa farà da grande? Il sei volte campione del mondo non appenderà il casco al chiodo, dando appuntamento ai test del 15 ottobre configurazione 2013. Probabilmente sempre con Aprilia, continuando un matrimonio vincente. Per la Casa di Noale è arrivato anche il titolo Costruttori.

"Questo è il quarto mondiale su sei che vinco all'ultima gara, si vede che mi piacciono le sfide difficili", ha esordito Biaggi. Il romano ha fatto il film della stagione: "E' stata a dir poco tirata. Siamo partiti bene vincendo a Phillip Island dopo aver rinnovato completamente il mio team ma abbiamo avuto anche dei momenti difficili. Il titolo ce lo siamo sicuramente sudato, e forse per questo è ancora più bello".

"Voglio ringraziare il Team, Aprilia ed il Gruppo Piaggio, dal presidente Colaninno all'ultimo dei lavoratori, perché il mio successo è la punta del lavoro di una grande azienda italiana. Ringrazio anche la mia famiglia, la mia fidanzata Eleonora ed i miei due bambini, oltre al sempre presente e prezioso Marino Laghi".

Sykes, nonostante il disappunto di aver perso il mondiale per mezzo punto, si è detto felice di esser stato protagonista del campionato. "E' stata una stagione magica - ha affermato l'inglese -. Non pensavamo di lottare per il titolo fino all'ultima gara". Nel weekend il vice campione del mondo ha gareggiato con un casco dedicato a Joan Lascorz, il suo compagno di squadra rimasto paralizzato dopo un incidente nei test di Imola lo scorso aprile.

Una curiosità: Biaggi ha vinto il titolo con 358 punti. 3, come il numero che contraddistingue da sempre l'Aprilia del Corsaro, 58 come il numero di Marco Simoncelli. Al fianco del campione romano c'è Aligi Deganello, ex capomeccanico del "Sic". Una strana coincidenza, che a pensarci fa anche commuovere.


 

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