Superbike, Imola amara per l'Aprilia: Guintoli perde la leadership

Weekend amaro per Sylvain Guintoli. Il francese dell'Aprilia, che si è presentato all'Enzo e Dino Ferrari di Imola da leader del campionato, ha perso la testa a favore del dominatore del fine settimana romagnolo, Tom Sykes

Laverty davanti a Guintoli prima di scivolare in Gara 2 (foto di Cristiano Frasca)

Weekend amaro per Sylvain Guintoli. Il francese dell'Aprilia, che si è presentato all'Enzo e Dino Ferrari di Imola da leader del campionato, ha perso la testa a favore del dominatore del fine settimana romagnolo, Tom Sykes. In Gara 1 il transalpino è uscito presto di scena, al sesto giro, mentre era in battaglia con Sykes per il secondo posto, a causa di un problema tecnico al motore che ha appiedato il pilota francese.

"E' stato deludente - ammette Guintoli -. Ma nel mondo delle corse queste cose possono succedere". In Gara 2 il portacolori dell'Aprilia ha arpionato un terzo posto, che gli permette di esser a 6 punti da Sykes in campionato. "In Gara2 ho dato veramente il massimo - confessa Guintoli -. Il piazzamento non mi rende felicissimo, ma era davvero il massimo che potevamo ottenere".

Il francese resta ottimista: "Il Campionato è ancora lungo, ci sono piste come questa e Donington dove siamo più deboli ma altre dove torneremo sicuramente protagonisti, l’importante è rimanere sempre a contatto con i primi". Eugene Laverty, dopo essersi piazzato terzo in Gara 1, ha compromesso la manche pomeridiana con una scivolata alla curva della Rivazza mentre occupava la terza posizione.

“Il risultato di Gara1 è stato sicuramente incoraggiante, siamo riusciti a migliorare molto la moto anche durante il warmup - dichiara il nord-irlandese -. Per Gara 2 mi aspettavo un secondo step di miglioramento, purtroppo fin dall’inizio ho avuto qualche problema sulla moto che mi faceva perdere molto in alcuni punti della pista. Per rimanere in corsa ho dovuto rischiare e questo mi ha portato alla scivolata. Un mio errore, sono deluso perché so che siamo più forti di quanto dimostrato”.

Giovanni Petrillo

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