A Cervia la mostra �Caravaggio. L�urlo e la luce�

A Cervia la mostra “Caravaggio. L’urlo e la luce”

CERVIA - Verrà allestita al Magazzino del Sale di Cervia dal 20 dicembre al 10 gennaio 2010 la mostra "Caravaggio. L'urlo e la luce" per iniziativa dell'Associazione Il Circolino delle Famiglie e dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Cervia con il patrocinio della Provincia di Ravenna e del Comune di Cervia.

Alla realizzazione hanno contribuito la Banca Romagna Cooperativa e la libreria Il Segnalibro e con la collaborazione di Itaca Eventi..

 

All'inizio della ricorrenza dei 400 anni dalla morte del grande pittore, la mostra didattica intende delineare un percorso sintetico dell'opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio (1571-1610) attraverso le immagini di alcuni dei suoi dipinti più significativi.

Organizzata in "cinque stanze" è lo stesso pittore ad accompagnare il visitatore in questa mostra in cui le opere riprendono vita e tornano a parlare al cuore di chi le guarda invitando lo spettatore a entrare dentro alla scena diventando partecipe perché in essa accade il dramma dell'esistenza: l'urlo e la luce.

 

Ma perché questo titolo? Lo spiega molto bene dal professor Filippetti Roberto, autore della mostra e del catalogo (disponibile al bookshop della mostra):

"Dunque, innanzi tutto il libro, come suggerisce il sottotitolo, "Una storia in cinque stanze", è suddiviso per tematiche, perché credo che un percorso cronologico sia maggiormante adatto agli storici dell'arte, ma meno per la catechesi o per i bambini. Quindi, propongo una mostra in cinque grandi capitoli non in ordine cronologico, bensì tematico. Dopo la prima stanza, detta delle "Pitture Etiche", segue la seconda, dal titolo "L'urlo": dedicata alla tragicità della vita. I quadri proposti in questa sezione mostrano fortissimi contrasti, sia nelle azioni che nei colori: rosso-nero, bianco-nero, bianco-rosso, vita-morte. Irrompe, quindi, il pensiero della morte in un mondo pieno di "istruzioni per l'uso", come dicevo prima, per una vita che sia il meno peggio possibile. Con il termine "luce" faccio, invece, riferimento alle altre tre stanze: "La madre e il bambino", quindi la luce dell'incarnazione, "Il redentore", la luce di Cristo, e "I testimoni", la luce della Chiesa. Ma, con questo termine, intendo anche richiamare l'attenzione sull'eccezionale utilizzo che Caravaggio fa della luce, una grande novità rispetto all'arte del periodo precedente. L'artista evidenzia particolari che non possono essere tralasciati perché fondamentali: uno zigomo rispetto al resto del volto o, magari, un braccio, una persona nello sfondo, uno sguardo. Quindi, per luce, non intendo la luce della coerenza, la luce di una vita integerrima, ma la luce di un talento messo a frutto con la consapevolezza di donare, e una mendicanza nello sguardo che è una delle cose più commoventi che io abbia mai visto".

 

La mostra sarà inaugurata domenica 20 dicembre alle ore 16 con gli interventi di Eugenio Dal Pane, direttore editoriale di Itaca, e di Alberto Donati, assessore alla cultura del Comune di Cervia; seguirà una visita guidata dalla professoressa Carla Agostini.

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