Abusivismo, a Rimini infuriati i tassisti: "Adesso basta"

Abusivismo, a Rimini infuriati i tassisti: "Adesso basta"

Abusivismo, a Rimini infuriati i tassisti: "Adesso basta"

RIMINI - "La situazione ha prevaricato ormai ogni limite di correttezza e legalità, a causa degli inconsistenti e inesistenti controlli delle autorità, nonostante le nostre ripetute segnalazioni". Esasperati dal dilagante fenomeno dell'abusivismo, le organizzazioni dei tassisti della provincia di Rimini alzano la voce e chiedono maggiore rigore nei controlli: "Sulla costa e in aeroporto vetture senza alcun titolo autorizzativo o provenienti da San Marino, è ora di finirla".

 

Il problema è stato evidenziato dalle organizzazioni sindacali Confartigianato, Cna, Associazione Artigiani, Cooperativa Taxisti Riminesi, C.T.R. Riccione, Gruppo Taxi Cattolica e Gruppo Taxi Bellaria.

 

"Sul territorio dei comuni costieri (Bellaria, Rimini, Riccione e Cattolica) e nell'ambito dell'area aeroportuale operano continuativamente e stabilmente vetture che trasportano passeggeri senza alcun titolo autorizzativo oppure vetture di n.c.c. (noleggio con conducente) di autorizzazioni rilasciate da altri comuni sia della provincia che di altre province limitrofe o, peggio ancora, vetture provenienti dalla Repubblica di San Marino" dicono le organizzazioni.

 

"Si tratta di soggetti - proseguono - che si sentono talmente tranquilli della propria impunità da intraprendere vere e proprie campagne pubblicitarie in tutte le lingue compreso il cirillico, invadendo alberghi e pubblici esercizi della fascia costiera come abbiamo già denunciato in passato, producendo anche dati identificativi".

 

"Questo fenomeno sottrae clientela e mercato ai noleggiatori regolari, quindi lavoro e fatturato ai tassisti in regola con le leggi. Senza contare gli effetti disastrosi prodotti sull'utenza, spesso ignara sia del tipo di servizio usufruito che dei prezzi praticati" continuano irritati i tassisti, che poi lanciano alcune proposte:

 

"Proponiamo un ampliamento dei controlli su strada, da concordare con le forze di polizia municipale delle diverse amministrazioni comunali e possibilmente coinvolgendo anche la Polizia Stradale, al cui Comando è indirizzato il presente documento, affinché venga accertato il rispetto delle norme sullo svolgimento dei servizi di autonoleggio con conducente, in particolare verificando che il mezzo sia munito di regolare autorizzazione, che alla guida vi sia un conducente in possesso di tutti i requisiti richiesti (patente, C.A.P., Ruolo Conducenti, inquadramento aziendale, ecc.) e che il servizio abbia effettivamente origine dal comune che ha rilasciato l'autorizzazione; per ottenere questo risultato appare di fondamentale importanza la formazione degli operatori di polizia municipale rispetto alle specifiche norme di settore"

 

"Chiediamo - continuano le organizzazioni - la verifica dei contrassegni identificativi soprattutto di quello metallico posteriore, piombato e posto vicino alla targa del veicolo e riportante non solo la scritta N.C.C. ma anche lo stemma del comune che ha rilasciato l'autorizzazione ed il numero dell'autorizzazione stessa (così come obbligatorio per legge)".

 

"Proponiamo la promozione di un'azione da parte della Regione Emilia Romagna, della Provincia di Rimini e dei comuni della riviera verso quei comuni della provincia che hanno rilasciato autorizzazioni di n.c.c. in un numero evidentemente e palesemente di gran lunga superiore rispetto alle reali esigenze di trasporto del proprio territorio affinché non consentano ulteriori uscite di autorizzazioni in eccesso e che contemporaneamente ricerchino per quelle già rilasciate servizi alternativi adatti all'interno dei propri territori, magari in quelle fasce orarie in cui è carente il servizio pubblico di linea".

 

"Tutti quei comuni - dichiarano i tassisti - che ancora non hanno formalizzato un regolamento specifico per gli n.c.c. Dovrebbero adeguarsi in questo senso. Infine, visto che la legge 21/92 obbliga le vetture n.c.c. a disporre obbligatoriamente di un'autorimessa nel comune di emissione dell'autorizzazione, inviteremmo le Amministrazioni a verificare se i titolari di concessioni effettivamente usino l'autorimessa o se questa non sia un puro e semplice pro-forma che, di fatto, induce i medesimi titolari a sostare con continuità e regolarità nel territorio di altri comuni al fine di procacciarsi il noleggio".

 

"Siamo assolutamente convinti che la risoluzione di questo problema non possa prescindere da un intervento di dimensione provinciale, se non addirittura regionale, visto che sono coinvolte numerosissime vetture targate e provenienti dalla vicina Repubblica di San Marino. Per questo proponiamo la costituzione della Commissione Consultiva Provinciale in quanto, come previsto dalla legge 21/92, che all'art. 4 , comma 4  prevede che nelle varie regioni siano costituite delle commissioni consultive regionali le quali operano in riferimento all'esercizio e all'applicazione dei regolamenti, la regione Emilia Romagna con propria Direttiva Regionale 2009/1994, al capo VII, ha delegato i propri poteri di verifica alle Province attraverso la costituzione di apposite Commissioni Provinciali".

 

"Attualmente - proseguono - siamo in assenza sia della Commissione Consultiva Regionale che Provinciale, pertanto auspichiamo che si provveda a breve alla costituzione di questi organi indispensabili di controllo. Per la tutela delle nostre attività regolari dovrà essere ripristinata la legalità, senza il rispetto delle regole, infatti, si può andare solo incontro all'anarchia dove ognuno si sente autorizzato a fare ciò che gli è più conveniente ed alla fine a "pagare" saranno solo gli utenti".

 

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  "Questa comunicazione - concludono i tassisti - è stata inviata in questi giorni all'attenzione dell'Assessore regionale alla Mobilità e Trasporti Alfredo Peri, al presidente della Provincia di Rimini Ferdinando Fabbri, ai Sindaci della Provincia di Rimini e al Comando Provinciale della Polizia Stradale"

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