Acqua, Antitrust bacchetta la Regione: "Aggrava i costi a carico dei cittadini"

Acqua, Antitrust bacchetta la Regione: "Aggrava i costi a carico dei cittadini"

Acqua, Antitrust bacchetta la Regione: "Aggrava i costi a carico dei cittadini"

La riforma del servizio idrico varata dalla Regione Emilia-Romagna rischia di "determinare distorsioni alla concorrenza nella fornitura dei servizi, oltre ad aggravare i costi a carico dei cittadini utenti". Lo sostiene l'autorità Antitrust, che ha invitato la Regione a tornare sui propri passi e rivllto una segnalazione ai ministri dell'Ambiente, dei Rapporti con le Regioni e delle Riforme sulla norma regionale che, tra l'altro, prevede la cancellazione degli Ato.

All'Antitrust non piace il passaggio della legge regionale in cui si prevede "l'individuazione della tariffa di riferimento ai fini della proposizione ai soggetti partecipanti alla forma di cooperazione (Comuni e Province)  della regolazione tariffaria".

L'Authority boccia anche la facoltà della Regione di avvalersi "di una struttura organizzativa il cui costo di funzionamento e' carico delle tariffe dei servizi regolati" per lo svolgimento di una serie di funzioni e attività. Per l'Antitrust le tariffe avrebbero anche il compito di coprire "il costo del personale dipendente dagli enti locali partecipanti alla forma di cooperazione dedicato all'esercizio delle funzioni previste nella convenzione".

L'Antitrust bacchetta la Regione, colpevole di "non aver tenuto nella debita considerazione le raccomandazioni" che le erano state indirizzate "in merito alla necessita' di evitare autonome definizioni tariffarie in materia di servizi idrici", ricordando che il Testo unico ambientale (dell'aprile 2006) "e' chiaro nel prevedere in materia competenze esclusive in capo al Ministero dell'Ambiente, nonche' al Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche".

L'Antitrust sottolinea in rosso anche la decisione della Regione di scaricare sulla tariffa idrica (pagata dai cittadini) "i costi di strutture e risorse operative autonomamente determinate dalla Regione". Una scelta, si legge nella segnalazione (inviata anche alla presidente dell'Assemblea legislativa, Monica Donini, e al presidente del Comitato per la vigilanza sull'uso delle risorse idriche, Roberto Passino), "in contrasto con specifiche disposizioni normative e con l'esigenza di mantenere componenti di costo omogenee nelle diverse gestioni a livello nazionale, fondamentale presupposto per l'esplicitarsi di un'effettiva concorrenza".

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Commenti (3)

  • Avatar anonimo di Elena
    Elena

    Non so cosa c'entri in questo la politica: probabilmente non hanno vigilato a sufficienza. La triste realtà per noi cittadini è che le bollette continuano a lievitare e hanno ormai raggiunto livelli esorbitanti. A Cesena da quando Hera ha la gestione dei servizi (e non solo l'acqua) le tariffe sono inaffrontaili. Non ce la facciamo più a pagare.

  • Avatar anonimo di stefano
    stefano

    Purtroppo è l'ennesima dimostrazione che c'è identità d'intenti e d'interessi tra la società che gestisce il servizio idrico e la maggioranza politica che governa la regione...a scapito dell'interesse degli utenti

  • Avatar anonimo di renzo397
    renzo397

    Ma va! ma è sicura l'antitrust?La regione aggrava i costi a scapito dei cittadini!!non ci posso credere che una regione governata dalla sinistra possa macchiarsi di simile truffa.Stiamo parlando del buon governo ,sens'altro l'antitrast ha sbagliato regione.Forse ha invertito i dati della Calabria con i nostri.Se così non fosse a quest'ora il PD avrebbe manifestato in difesa dei cittadini,i sindacati di sarebbero mobilitati,la magistratura avrebbe mandato avvisi di garanzia. é successo tutto questo? no! allora è come dico io ,l'antitrust si è sbagliata,in emilia romagna i politici non rubano.Ma scherziamo!

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