Acqua, l'assessore Zanichelli: "Da noi la privatizzazione non porterà multinazionali"

Acqua, l'assessore Zanichelli: "Da noi la privatizzazione non porterà multinazionali"

Ridracoli

FORLI' - La via emiliano-romagnola alla gestione dell'acqua è quella "di un equilibrio virtuoso di gestione su scala provinciale, con un coordinamento regionale", escludendo quindi "soluzioni in house di piccoli Comuni, nonché le multinazionali". Lo spiega Lino Zanichelli, assessore regionale all'Ambiente, a margine del convegno ‘Acqua chiara' organizzato da Romagna Acque a Forlì. Zanichelli critica i nuovi provvedimenti del governo in materia idrica.

 

"E' una privatizzazione, e non una politica per la qualità e il servizio a favore dell'utente, per altro con un insopportabile centralismo". Il sistema emiliano-romagnolo, per l'assessore, "garantisce le generazioni future che non succeda cosa è successo in altre parti d'Italia, dove arriva un ‘imperialista' da fuori".

 

L'assessore all'ambiente ne parla in riferimento al modello di ‘Società delle fonti', in cui si è trasformata da un anno la società pubblica Romagna Acque. Fondata per la gestione della diga di Ridracoli e la distribuzione, attraverso l'Acquedotto della Romagna, delle risorsa del bacino artificiale in tutte le tre province romagnole, Romagna Acque è diventato ora il soggetto in cui sono confluite tutte le fonti di falda e di superficie presenti sul territorio romagnolo.

 

"In prospettiva, con questi soggetti, saremo sempre forti in un mercato sempre più globalizzato", dice Zanichelli. I provvedimenti del governo imporranno trasformazioni societarie ad Hera ed Enia nel giro di qualche anno. E le due società che nascono dalle ex municipalizzate dovranno scontrarsi con i colossi del settore dell'acqua. Soccomberanno fatalmente? "Non credo che soccomberanno, Hera ed Enia sono molto competitive su gare di qualità", spiega Zanichelli.

 

D'altra parte, assicura l'assessore, si faranno "gare che sono gare, non lo spezzatino dove qualcuno si prende la carne e altri l'osso". In ogni caso, dura è la critica politica: "I provvedimenti del governo puntano a regolare il mercato dando spazio a soggetti che vedono l'acqua come business perché sanno che è un bene finito", mentre l'approccio che Zanichelli ritiene corretto è quello "di una tariffa che sia adeguata agli investimenti". E ancora: "Se dico al cittadino che deve pagare di più perché bisogna risanare l'Adriatico, lo capisce, mentre non capisce se deve pagare di più per dare il massimo profitto ad un imperialista dell'acqua".

 

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di jeeg
    jeeg

    l'acqua non è un businnes....ma una necessità....dovrebbe essere dei cittadini....direttamente....senza passare da comitati provinciali o regionali.......

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