"Addio Pizzo", condanne per oltre 150 anni

"Addio Pizzo", condanne per oltre 150 anni

PALERMO - Oltre 150 anni di carcere per 13 dei 17 imputati del processo denominato Addio Pizzo. E' questa la condanna inflitta dalla seconda sezione del tribunale di Palermo al termine di una camera di consiglio durata più di tre giorni. Alla sbarra boss, estortori delle cosche palermitane di San Lorenzo e Tommaso Natale e due commercianti accusati di favoreggiamento: questi ultimi due sono stati assolti. La pena più alta è stata inflitta ai capimafia Salvatore e Sandro Lo Piccolo.

 

Entrambi hanno avuto trent'anni di carcere. Sedici anni di reclusione per Massimo Troia, 12 per il boss Francesco Di Piazza; mentre 10 anni sono stati inflitti a Giordano Sebastiano. A 9 anni e 4 mesi sono stati condannati Vittorio Bonura, Rosolino Di Maio e Giovan Battista Giacalone. Le accuse a carico degli imputati andavano dall'associazione mafiosa, all'estorsione, al danneggiamento, al favoreggiamento aggravato e alla detenzione illegale di armi.

 

 Nove anni la pena inflitta a Luigi Bonanno. Gli altri imputati, capimafia e gregari delle cosche palermitane, hanno avuto pene comprese tra i 3 anni e 6 mesi e i 5 anni e 4 mesi. Assolti, oltre ai commercianti Maurizio Buscemi e Salvatore Catalano, Gaetano Fontana e Tommaso Contino.

 

Nel processo i pm della dda Marcello Viola, Francesco Del Bene, Gaetano Paci e Anna Maria Picozzi hanno contestato agli imputati circa 40 episodi estorsivi tra i quali quello ai danni dell'imprenditore Rodolfo Guajana che, nel 2008, subì un gravissimo attentato in cui andò distrutta la sede della sua ditta di ferramenta.

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