Aeroporti, Alessandrini (Pd): "Nessuno impone la fusione a freddo"

Aeroporti, Alessandrini (Pd): "Nessuno impone la fusione a freddo"

Tiziano Alessandrini, consigliere regionale -3

FORLI' - "Nessuno impone la fusione a freddo tra gli aeroporti di Forlì e Rimini. Se si farà vorrà dire che gli esperti che sono al lavoro metteranno a disposizione degli azionisti analisi, numeri, potenzialità, criticità, prospettive, programmi, obiettivi e quant'altro necessario per assumere le decisioni con tutte le cognizioni di causa". Lo assicura Tiziano Alessandrini, consigliere regionale del Partito Democratico forlivese e relatore della legge che dispone la costituzione della holding romagnola dei cieli.

 

"Ciò richiederà un cambio netto di strategia, non dovrà essere la somma di due debolezze - fa notare Alessandrini -, bensì lo sprigionamento di valore aggiunto dato in primis dalla gestione più efficiente e da politiche commerciali meno dipendenti dagli interessi dei vettori aerei, soprattutto, low cost". Con questa operazione, "la Regione sta mettendo a disposizione degli aeroporti romagnoli uno strumento che può facilitare il loro incontro, ma non è assolutamente coercitivo e non detta tempi rigidi".

 

Ci sono anche soldi, visto che l'ente regionale "mette a disposizione un sostegno finanziario di 3 milioni di euro, chiaramente subordinati alla nuova ed unica società, inizialmente, per la gestione delle partecipazioni di Seaf SpA ed Aeradria SpA, in seguito, si auspica, attraverso una fusione vera e propria per la gestione delle due piste attraverso un'unica strategia industriale e commerciale".

 

In ogni caso l'ultima parola "spetta agli azionisti dei due aeroporti della Romagna". Circa il processo di privatizzazione in corso a Forlì, "è ovvio che debba agire gradualmente e parallelemente al confronto in atto con Save SpA che auspichiamo trasformi la manifestazione di interesse in vera e propria proposta economica, esaudendo il contenuto del bando per la privatizzazione. Save SpA, quindi, avrà molta voce in capitolo".

 

Alessandrini smentisce anche il consigliere regionale Marco Lombardi (Pdl), spiegando che "è falso" che la holding serva per "fare sopravvivere Forlì facendo pagare ad altri i suoi deficit di gestione. Forlì il suo dovere l'ha sempre fatto e continuerà a farlo finchè è necessario".

 

Il consigliere regionale democratico replica anche al collega Luca Bartolini (sempre Pdl), dipinto come "quello che si gioca tutto firmando una cambiale in bianco alla Giunta per il bene del proprio territorio". Un gesto che ad Alessandrini non basta: "Queste sono piccole furbate per mantenere intatto il consenso nel territorio - dice -. Troppo facile, anche perché il voto di Bartolini non è mai determinante su nulla. Troppo comodo sottacere che il PdL, così come l'UdC peraltro, ha votato contro".

 

Addirittura, racconta Alessandrini, "dagli interventi dei colleghi  PdL di Bartolini, traspare chiaramente che non solo non sono d'accordo sulla società, ma vorrebbero addirittura che l'aeroporto di Forlì chiudesse i battenti perché alla Romagna, e segnatamente a Forlì, la Regione ha dato fin troppi soldi. Che dire poi del Movimento 5 Stelle che, pur presente, ha dichiarato di non partecipare al voto e della Lega Nord che non ha proprio partecipato ai lavori della Commissione? Questo e non altro è ciò che è avvenuto nelle aule della Regione".

 

Alessandrini, ex presidente della Camera di commercio, rintuzza nuovamente Bartolini: "il vezzo di votare anche contro il proprio gruppo per difendere prerogative territoriali, devo dire con molta disinvoltura e leggerezza e nessuna sofferenza, ha la controindicazione di dare una rappresentazione della politica come una merce un  pò troppo ad "uso e consumo". Personalmente, se mi dovesse capitare, il primo obiettivo non sarebbe quello di andarlo a sbandierare ai giornali".

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