Aeroporti, Angeli (PLI): "Ci voleva la società unica degli scali"

Aeroporti, Angeli (PLI): "Ci voleva la società unica degli scali"

CESENA - Ormai è chiaro a tutti che un eventuale partenza della Wind Jet da Forlì per trasferirsi a Rimini segnerebbe la parola fine sull'aeroporto Ridolfi. Non ci sono infatti piani di salvataggio che tengano se manca un vettore a rendere funzionale lo scalo e assai improbabile è un ritorno della Ryan Air, ormai stabilmente piazzata a Bologna. Eppure oltre un anno e mezzo fa, in campagna

elettorale per le amministrative, io proposi una soluzione che portasse gli scali di Forlì e Rimini ad agire in sinergia anziché farsi una deleteria concorrenza, proposi infatti di gestirli con una unica società, una sorta di "Romagna Aeroporti spa" con partecipazione pubblica, ma con capitale e gestione ai privati.


Questa proposta fu allora snobbata sia a destra che a sinistra, salvo poi poche settimane fa essere fatta propria da molti, tra cui il presidente della provincia di Forlì-Cesena Massimo Bulbi, probabilmente troppo tardi. C'è stata però una precisa volontà politica di dividere le strade di Rimini e Forlì e di portare all'affossamento dello scalo forlivese, una volontà politica che viene da Bologna e che vede nel PD il principale artefice. Trovo quindi ipocriti le lamentanze di amministratori locali del PD che solo oggi s' accorgono di questo, quando da diversi anni tutto portava verso questa direzione. Miopia politica quindi da parte degli amministratori romagnoli e cinica strategia di eutanasia lenta da parte del PD Bolognese, allo scopo di favorire lo scalo del capoluogo di regione.


Anche Rimini in questa lotta fratricida gioca in realtà per l'avversario, non comprendendo che la sua apparente vittoria su Forlì sarà una sconfitta a lungo termine anche per loro, non per nulla anche lo scalo riminese figura nell'elenco del ministero degli aeroporti a rischio chiusura. In tutto questo duole constatare inoltre come il ruolo di Cesena, comune capo comprensorio e seconda testa della provincia bipolare, è stato praticamente nullo. Il comune di Cesena si è pilatescamente sfilato dalla compagine societaria di Seaf e non ha messo in campo nessuna azione seria per impedire l'affossamento dello scalo forlivese, senz'altro una risorsa anche per il territorio cesenate. Ho ascoltato recentemente il sindaco Paolo Lucchi ad una trasmissione televisiva locale dire che la Romagna necessita di infrastrutture, ma come si può chiedere denari pubblici per realizzarne di nuove se lasciamo andare in fallimento quelle che già abbiamo?


Stefano Angeli, segretario provinciale del Partito Liberale Italiano

Commenti

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -