Aeroporti, il Fellini di Rimini: "Noi cerchiamo un'altra privatizzazione"

Aeroporti, il Fellini di Rimini: "Noi cerchiamo un'altra privatizzazione"

Aeroporti, il Fellini di Rimini: "Noi cerchiamo un'altra privatizzazione"

RIMINI - "L'aeroporto di Rimini-San Marino nasce e vive su esigenze strategiche che nulla hanno a che vedere con quelle di micro ambizioni territoriali o scelte discutibili che altrove, evidentemente, si sono imposte. Esploriamo una privatizzazione che liberi risorse pubbliche". Stefano Vitali, presidente della Provincia di Rimini, reagisce cosi' allo studio messo a punta da Nomisma, One Works e Kpmg sui 24 scali italiani "bonsai", a rischio chiusura.

 

Il "Fellini" di Miramare, a maggioranza pubblica, ha appena festeggiato i 500 mila passeggeri nel 2010 e non vuole immaginare brutte sorprese. Vitali riflette sullo studio e ricorda che l'aeroporto

riminese si regge su esigenze particolari, "quelle di servire un bacino turistico internazionale e quel turismo congressuale e d'affari per il quale il territorio ha effettuato importanti e lungimiranti investimenti". Peculiarita', queste ultime, che lo stesso presidente riminese aveva gia' fatto presente negli ultimi tempi per ribadire che, se il "Ridolfi" di Forli' vuole andare a fondo con un certo tipo di privatizzazione, Rimini non rinuncera' ai propri connotati.

 

RIMINI - "Lo studio di Nomisma nel fotografare il disordine aeroportuale italiano, tra i rari casi al mondo dove nascono scali 'ad personam' per parlamentari potenti e notabili locali, pone questioni che e' bene che non prendiamo sotto gamba", puntualizza in ogni caso Vitali. In questi giorni, rivendica il presidente della Provincia, "abbiamo annunciato, in una stagione difficile per tutti gli scali italiani e non, il raggiungimento della soglia fatidica dei 500.000 passeggeri che rappresenta, per Nomisma stessa, la soglia di sostenibilita' economica".

 

Questo "pero' non toglie che sia urgente e non rinviabile un riordino del sistema aeroportuale regionale: per non disperdere risorse nella concorrenza interna e per rafforzare la competitivita' di

un sistema che riconosca il ruolo oggettivo dei propri poli forti", prosegue Vitali concentrandosi sul piano della Regione Emilia Romagna, che vuole un "hub" a Bologna e due scali romagnoli che non si fanno concorrenza. "E' in questo ambito che ha senso e va esplorata senza timidezze la scelta di una privatizzazione che ci aiuti a guardare ancora piu' lontano- precisa il presidente della Provincia- e a liberare risorse pubbliche al servizio di altre esigenze, altrettanto strategiche, quanto quella di dotare l'area riminese di collegamenti internazionali adeguati a sostenerne le caratteristiche della

propria economia". (Dire)

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