Afghanistan, caso Emergency. Frattini: ''Non li abbiamo abbandonati''

Afghanistan, caso Emergency. Frattini: ''Non li abbiamo abbandonati''

Afghanistan, caso Emergency. Frattini: ''Non li abbiamo abbandonati''

ROMA - Resta avvolta nel mistero la vicenda che vede coinvolti il chirurgo Marco Garatti, l'infermiere Matteo dell'Aira e il tecnico Matteo Pagani, i tre volontari italiani di Emergency fermati in Afghanistan dopo il ritrovamento di armi nell'ospedale di Lasjkar-Gah, nella provincia meridionale afghana di Helmand, assieme ad altre sei persone con l'accusa di aver partecipato a un presunto complotto contro Goulab Mengal, governatore di Lashkar-Gah.

 

Da Emergency chiedono l'immediata liberazione: "scadute le 72 ore di fermo, si può parlare a tutti gli effetti di sequestro". "Se cominciamo a parlare di sequestro - replica il ministro degli Esteri, Franco Frattini, che mercoledì riferirà in Parlamento - trasformiamo in una vicenda politica quella che è una investigazione alle prime battute, che vogliamo seguire garantendo i pieni diritti ai nostri connazionali".

 

"Non li abbiamo abbandonati - ha assicurato il responsabile della Farnesina - e vale anche per loro la presunzione di innocenza. Sono cittadini italiani, nostri connazionali, medici che hanno scelto la vocazione di servire chi soffre. Nessuna differenza o distanza ci potrà dividere da questo impegno e da questa appartenenza".

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