Afghanistan, liberi i tre operatori italiani di Emergency

Afghanistan, liberi i tre operatori italiani di Emergency

Afghanistan, liberi i tre operatori italiani di Emergency

KABUL - E' finito l'incubo per gli operatori italiani di Emergency, Marco Garatti, Matteo Dell'Aria e Matteo Pagani, arrestati sabato scorso dalle autorità afgane. I tre, infatti, sono stati liberat perché non colpevoli. Come ha spiegato il ministro degli Esteri Frattini, in cambio del loro rilascio "il governo afgano ha chiesto che vi fosse l'impegno formale del governo italiano, qualora emergano successivamente alla liberazione delle accuse nuove".

 

Oppure "si approfondiscano le accuse originali che non giustificavano più la detenzione, che siano le autorità giudiziarie italiane, con la legge italiana ad occuparsi del caso". "È una garanzia che rappresenta evidentemente un gesto di fiducia verso l'Italia", ha concluso il ministro. Anche cinque dei sei cooperanti afghani di Emergency, arrestati insieme ai tre italiani con l'accusa di aver pianificato un attentato contro il governatore della provincia di Helmand, sono stati rilasciati.

 

Il sesto, sospettato di aver nascosto le armi nell'ospedale di Lashkar-gah, resta "in custodia". "Siamo molto contenti - ha detto Marco Garatti - di essere fuori, soprattutto contenti di questo perché sia io che i miei compagni abbiamo passato momenti terribili". "Sono su di morale, forte, sto bene e vi saluto tutti", ha detto Matteo Dell'Aira, al telefono da Kabul, alla compagna Paola, a Milano.

 

Il fondatore di Emergency Gino Strada ha voluto ringraziare tutti quelli che hanno contribuito alla liberazione dei tre collaboratori dell'associazione: "Ringrazio gli italiani che ci hanno dimostrato affetto, chi ha lavorato alla soluzione di questa brutta vicenda, il ministero degli Esteri, la diplomazia italiana e le autorità afghane che hanno detto che Emergency non c'entra". E parlando del ministro Franco Frattini, Strada ha detto che ne approfitterà "per mandargli una maglietta di Emergency".

 

"La liberazione dei tre operatori di Emergency in Afghanistan è motivo di sollievo per noi tutti e, in primo luogo naturalmente, per i famigliari", ha commentato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. "L'intesa raggiunta tra le autorità afghane e il governo italiano garantisce il rispetto dei diritti fondamentali delle persone bruscamente arrestate e pesantemente quanto genericamente accusate - ha scritto in una nota - , e, nello stesso tempo, la piena corretta disponibilità - nel rispetto delle istituzioni afghane - all'approfondimento delle indagini, sulla base di ogni eventuale ulteriore elemento, da parte della magistratura italiana". "Il governo, - aggiunge il Capo dello Stato - e per esso il ministero degli Esteri, ha operato con accortezza e fermezza, aderendo - conclude Napolitano nel messaggio - alle preoccupazioni espresse da una vasta opinione pubblica".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di steno
    steno

    "il governo afgano ha chiesto che vi fosse l'impegno formale del governo italiano, qualora emergano successivamente alla liberazione delle accuse nuove". "Sono tutti morti i passeggeri della funivia del Cermis, precipitata nel pomeriggio dopo essere stata urtata di striscio da un aereo militare dei marine statunitensi impegnato in un'esercitazione nella zona di Cavalese." Sono sempre del parere che quando si accertino responsabilità i governi amici aiutino quello dle luogo dove c'è stato un reato a perseguire i colpevoli. Ogni stato civile dovrebbe chiedere conto della giusta pena per chi si macchia di reati dietro la bandiera di un paese amico,

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