Afghanistan, Pezzulo ucciso scendendo dal mezzo

Afghanistan, Pezzulo ucciso scendendo dal mezzo

Roma - Il maresciallo del Cimic Group di Motta di Livenza, Giovanni Pezzulo, rimasto vittima di un agguato rivendicato dai talebani il 13 febbraio scorso in Afghanistan, è stato raggiunto dai colpi d'arma da fuoco dopo che era sceso dal proprio cingolato DV206 forse “per verificare le cause dell'arresto” di un veicolo dell'Esercito nazionale afghano che lo precedeva. E' quanto è stato riferito dal sottosegretario alla Difesa Lorenzo Forcieri, precisando tuttavia che "l'esatta dinamica è in corso di accertamento".

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Forcieri ha spiegato che la pattuglia italiana, impegnata nella valle di Uzbeel nella distribuzione di aiuti umanitari, “veniva fatto segno di fuoco da una distanza stimata di circa 700 metri, da armi portatili tipo mitragliatrice leggera Rpk e lanciarazzi Rpg da parte di un numero imprecisato di elementi ostili a cui i militari italiani, rispondevano tempestivamente con armi di reparto e portatili". Il sottosegretario alla Difesa ha poi spiegato che il personale dell’Esercito nazionale afghano, ha rinvenuto i cadaveri di due degli aggressori.


Forcieri ha anche spiegato che il maresciallo Enrico Mercuri è rimasto ferito alla gamba destra, riportando la frattura della tibia e del perone.

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