Aggressione Berlusconi, Anedda contro i giudici. Scontro nel Csm

Aggressione Berlusconi, Anedda contro i giudici. Scontro nel Csm

ROMA - Al "clima d'odio" che c'è in Italia "non sono estranei i magistrati". Sono parole che sono destinate a sollevare non poche polemiche quelle del consigliere laico del Csm Gianfranco Anedda, che ha espresso la sua "esecrazione" per l'aggressione al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. Anedda ha citato in particolare Armando Spataro e Antonio Ingroia e i loro interventi a pubblici dibattiti. "Io - ha detto Anedda - non voglio pensare che le loro frasi siano state incitazioni, ma talvolta hanno oggettivamente portato alla violenza".

 

Particolarmente sotto accusa il pm Ingroia: "Parole come le sue hanno contribuito e potranno contribuire a fomentare la violenza". Immediata la replica delle toghe. Livio Pepino (Md) ha definito "inaccettabile" l'intervento di Anedda. "Quanto successo domenica - ha detto Pepino - porta doppia amarezza: sia per il gesto irresponsabile di uno squilibrato, sia per la strumentalizzazione sbagliata di questo gesto. Innescare su quanto è successo ieri delle speculazioni e pensare che il dibattito politico, anche aspro, possa portare alla violenza e alla prevaricazione è una speculazione inaccettabile".

 

"Questo gesto riporta alla mente anni bui - ha affermato Giuseppe Maria Berruti (Unicost) -. A quei tempi l'infantilismo degli adulti lasciò spazio al gesto violento dei singoli: non si ripeterà più perché abbiamo gli anticorpi". "Sorprende il riferimento personale di Anedda a Spataro e Ingroia, che dimostra un accanimento che va oltre quello contro la magistratura", ha dichiarato Dino Petralia (Movimento per la giustizia.

 

"Ferma condanna per il grave episodio di violenza" nei confronti di Berlusconi è stata espressa dal vice presidente del Csm Nicola Mancino. Torna quindi di grande attualità, secondo Mancino, l'invito "pressante del capo dello Stato ad abbassare i toni della polemica". "La miglior risposta che possiamo dare a quanto avvenuto è lavorare, assecondando i principi e i criteri che riguardano il funzionamento del Csm. In Italia si è creato questo clima - ha detto Mancino - perché uscendo al di fuori dell'ortodossia istituzionale abbiamo un sistema che mette l'uno contro l'altro. È il sistema che genera questo clima".

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