Agricoltura, appello della Regione: "L'Europa investa sulla qualità"

Agricoltura, appello della Regione: "L'Europa investa sulla qualità"

Agricoltura, appello della Regione: "L'Europa investa sulla qualità"

Più  sostegno  dall'Europa alle produzioni agricole di qualità. Lo propone l'assessore emiliano-romagnolo Tiberio Rabboni  in una lettera inviata alla commissaria europea per l'agricoltura Mariann Fischer Boel, in occasione delle consultazioni sul Libro verde europeo sulla qualità. Diverse le proposte avanzate dall'Emilia-Romagna, regione che vanta il maggior numero di produzioni Dop e Igp e che basa più del 50% della sua produzione su prodotti a qualità regolamentata.

 

A partire da un maggiore utilizzo dei fondi europei per l'informazione dei consumatori e per l'abbattimento dei costi connessi alle procedure di certificazione e controllo e passando per la necessità di rendere obbligatoria la provenienza delle materie prime "indicando, in ogni caso, lo Stato membro dell'Unione Europea" nel quale è avvenuta la produzione, "ovvero la provenienza extra europea".

Su  quest'ultimo tema  "complesso e contrastato"  Rabboni chiede in particolare  all'Europa "scelte coraggiose e chiare", anche perché la "sensibilità dei consumatori sulla provenienza dei prodotti ha raggiunto livelli tali da non consentire ambiguità o posizione minimaliste". La Regione propone inoltre la facoltà di riportare in etichetta, previa autocertificazione, alcune specificazioni territoriali (ad esempio "di montagna") o l'assenza di determinati prodotti (ad esempio "non-OGM").

 

Rabboni avanza anche  la proposta di una normativa per l'autoregolamentazione delle produzioni  a denominazione d'origine protetta,  allo scopo di prevenire o superare crisi di mercato. Ciò potrebbe essere consentito sulla base dell'articolo 36 del Trattato della Comunità europea che determina il primato della politica agricola comune sugli obiettivi in tema di concorrenza. Viene proposto inoltre l'obbligo per tutti gli Stati membri di procedere d'ufficio alla tutela dei prodotti DOP, di fronte a frodi o imitazioni, anche allo scopo di colmare il "vuoto normativo" evidenziato dalla sentenza sul "Parmesan".

 

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Nella lettera Rabboni propone infine di differenziare le modalità e le norme di protezione per i  prodotti a denominazione tutelata distinguendo quelli caratterizzati da una notevole reputazione a livello internazionale e da una forte vocazione all'export, nonché da un più elevato rischio di contraffazione e usurpazione, da quelli diffusi prevalentemente su mercati locali e, di conseguenza, meno esposti all'utilizzo non conforme dei marchi d'origine. Per questa categoria di prodotti si propone una procedura di riconoscimento semplificata che consenta una protezione di carattere nazionale o regionale.

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