Agricoltura, Cereali alle stelle. Bagnara: "Colpa dei soliti speculatori"

Agricoltura, Cereali alle stelle. Bagnara: "Colpa dei soliti speculatori"

Agricoltura, Cereali alle stelle. Bagnara: "Colpa dei soliti speculatori"

"Le recenti voci di rialzo dei prezzi dei cereali non riguardano l'agricoltura, cioè la carenza di prodotto, ma come al solito le speculazioni sui mercati finanziari internazionali che fanno leva su falsi allarmismi". E' questo l''allarme lanciato dall'assessore alle Politiche agricole della Provincia di Forlì-Cesena Gian Luca Bagnara. L'assessore Bagnara si basa sulla nuova stima dei dati della Commissione europea (a loro volta fondate sull'analisi del Centro Comune di Ricerca o Joint Research Centre - JRC, il servizio scientifico interno della Commissione, che ha utilizzato un sistema avanzato di previsione delle rese).

 

Spiega l'assessore alle Politiche agricole Gian Luca Bagnara:

 

"Nel 2010, infatti, la produzione complessiva di cereali dovrebbe essere vicina alla media degli ultimi cinque anni. Mentre la resa per ettaro sarà del 5% al di sopra della media, la superficie totale delle aree coltivate ha subito una riduzione. In diverse regioni l'annata agricola è stata caratterizzata da eventi atmosferici eccezionali di vario tipo - dalla grave siccità alle inondazioni. Tuttavia, l'impatto negativo delle condizioni atmosferiche sui raccolti in alcune zone dell'UE è stato compensato in altre zone.

 

In generale, l'Europa è reduce da un inverno rigido, con ondate di temperature eccezionalmente basse a dicembre, gennaio, febbraio e anche marzo (nevicate in Spagna, ad esempio) che hanno ritardato l'inizio della stagione agricola. La primavera e l'inizio dell'estate hanno portato una forte siccità nel Regno Unito, in Francia occidentale, nel Benelux, in Germania settentrionale, in Polonia orientale e in Grecia, mentre in Polonia, Ungheria, Repubblica ceca, Slovacchia e Romania si sono verificate delle inondazioni. La Spagna e l'Italia, invece, in primavera hanno beneficiato di piogge favorevoli e abbondanti. Giugno e luglio sono stati caratterizzati da temperature molto elevate e scarse precipitazioni in Francia centrale, Benelux e Germania.

 

Le previsioni pubblicate dalla Commissione europea riportano le rese stimate per le principali colture in tutta l'Unione europea e individuano le aree più colpite dalle condizioni atmosferiche estreme. 

 

In base alle previsioni, la resa dei cereali (frumento, orzo, granturco, altri cereali) dovrebbe essere - in tutta l'UE - di 5,1 tonnellate per ettaro, ossia un livello analogo a quello dello scorso anno (+0,7%) ma al di sopra della media degli ultimi cinque anni (+5,0%). Si stima che nel 2010 la superficie totale dell'UE coltivata a cereali diminuirà del 3% rispetto al 2009.

 

Se si considerano i dati relativi alle singole produzioni in tutta l'UE-27 negli ultimi cinque anni, le ultime previsioni mettono in luce le seguenti tendenze:

 

Cereali:

-       frumento tenero:               5,62 t/ha  (+1,7%)

-       frumento duro:  2,97 t/ha  (+0,3%)

-       orzo:  4,42 t/ha  (+4,4%)

-       granturco:  7,22 t/ha  (+7,7%)

 

Altre colture:

-       semi di colza:  3,00 t/ha  (- 2,4%)

-       girasoli:  1,80 t/ha  (+7,2%)

-       patate: 30,10 t/ha   (+6,9%)

 

 

Si stima che la resa del frumento tenero, in totale, sarà superiore alla media degli ultimi cinque anni. Le previsioni per i due grossi produttori - Francia e Germania - evidenziano però rese inferiori alla media e anche nettamente inferiori al livello dello scorso anno. La siccità e la calura che hanno recentemente colpito questi due paesi hanno impedito un risultato migliore.

 

Si stima che l'Italia, il principale produttore di frumento duro, potrà contare su una resa media simile a quella della Francia. In Spagna il frumento duro ha sofferto delle piogge eccessive che hanno colpito l'Andalusia in inverno, e, secondo le stime, le rese saranno del 16% inferiori alla media.

 

Rispetto al frumento tenero, l'orzo invernale ha sofferto meno della siccità e della calura. Nei due principali paesi produttori, Francia e Germania, si stima che le rese si collocheranno nella media, ma saranno del 4% al di sotto del livello dello scorso anno.  Secondo le previsioni, la Spagna, che produce un quarto dell'orzo primaverile, avrà una resa del 15% superiore alla media degli ultimi cinque anni.

 

Mentre - secondo le stime - il raccolto dei cereali nell'UE dovrebbe rientrare nella media, il sistema di previsione delle rese individua condizioni molto critiche (calura e siccità) che penalizzeranno pesantemente la produzione cerelicola invernale in Russia, in particolare lungo il fiume Volga".

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