Agricoltura, corvi e cinghiali 'catalogati' tra le calamità naturali

Agricoltura, corvi e cinghiali 'catalogati' tra le calamità naturali

Lo 'spaventapasseri' non fa più paura nemmeno agli uccelli

Corvi, caprioli e cinghiali: da oggi ‘catalogati' tra le calamità naturali. Potrebbe sembrare una battuta, ma così non è se si osservano i danni causati da questi animali selvatici, che nel solo 2007 hanno arrecato a campi coltivati e frutteti più danni del maltempo. Una danno stimato in oltre sette milioni di euro, che hanno pesato in larga parte sul reddito delle aziende agricole. La denuncia arriva da Coldiretti, che preoccupata chiede aiuto alla Regione Emilia-Romagna.

 

"Grazie all'attività agricola - dice Coldiretti Emilia-Romagna - numerose specie di animali selvatici possono continuare a vivere sul territorio regionale. Purtroppo proprio la selvaggina sta diventando una calamità nelle aziende peggiore del maltempo. Nel solo 2007 le scorrerie di cinghiali, e caprioli nei campi coltivati e gli attacchi degli uccelli nei frutteti ha comportato oltre 7 milioni di euro di danni, che hanno pesato in larga parte sul reddito delle aziende".

 

"Circa la metà dei danni accertati sono stati risarciti dagli Atc (Ambiti territoriali di caccia), mentre circa 3,8 milioni di euro avrebbero dovuto essere liquidati da Regione e Province che nel 2007 hanno dato indennizzi per appena il 58% dei danni, una percentuale che sembra destinata a scendere sotto la soglia del 50% in quanto per i danni da animali selvatici nel 2008 la Regione Emilia Romagna ha stanziato inizialmente solo un milione e 100 mila euro, che dovrebbero diventare un milione e 600 mila con il prossimo assestamento di bilancio, contro un milione e 900 mila euro del 2007" sostiene Coldiretti.

 

Coldiretti ha chiesto agli assessori alla Sicurezza territoriale, Marioluigi Bruschini e all'Agricoltura, Tiberio Rabboni e ai presidenti della Commissioni Bilancio, Politiche economiche, Ambiente Territorio e Mobilità dell'Assemblea regionale, di incrementare il fondo per i danni da animali selvatici con almeno altri 300 mila euro per riportare l'importo al livello del 2007.

 

"Si tratta comunque - commenta Coldiretti -  di una cifra inadeguata visto che quest'anno il mancato reddito dei produttori sarà decisamente superiore a causa degli aumenti, da un lato dei danni dovuti alla crescita esponenziale degli animali selvatici, la cui densità sul territorio è ormai al di fuori di ogni controllo, e, dall'altro del valore dei prodotti agricoli, in particolare i cereali".

 

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Coldiretti ha anche chiesto ad assessori e presidenti delle commissioni dell'Assemblea di ripristinare il fondo per i danni provocati dalle specie animali protette e per i danni nelle aree di interesse collettivo (parchi, Oasi, zone di interesse comunitario), dove la stessa Coldiretti stima ci siano perdite delle aziende agricole per circa un milione di Euro. "Poiché si tratta di specie animali e di zone che interessano tutta la collettività - sottolinea Coldiretti -  che negli ultimi anni sono cresciuti sia come numero, sia come ettari, riteniamo corretto che i fondi provengano dalla fiscalità generale. E‘ interesse di tutta la collettività mantenere i queste aree l'attività agricola, come presidio e manutenzione del territorio e non si può chiedere agli imprenditori di essere gli unici a farsi carico di costi che vanno a beneficio di tutti".

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