AGRICOLTURA - Da Regione spinta a nascita distretto romagnolo delle 'Agroenergie'

AGRICOLTURA - Da Regione spinta a nascita distretto romagnolo delle 'Agroenergie'

BOLOGNA - «L’approvazione da parte della Giunta regionale del Piano Energetico Regionale e il suo esame nella Commissione Politiche Economiche – dichiara il presidente Damiano Zoffoli - permette di iniziare l’iter di confronto e discussione sulle agrobioenergie; un'opportunità importante per la nostra agricoltura, a cominciare dalla riconversione del settore bieticolo-saccarifero. II piano energetico, infatti, sostiene la realizzazione di piani programma delle Pro­vince e dei Comuni per la promozione del risparmio energetico e delle fonti rinnovabili e lo sviluppo delle agro-energie, ovvero il sostegno alle imprese agricole e forestali per ridurre i consumi di energia nel settore agricolo».


«Il PER della regione sostiene il distretto rurale romagnolo delle agro-energie; già attivato con il progetto comunitario BETER coordinato dal Parco tecnologico Centuria-Rit in parternariato fra le province di Forlì-Cesena e Ravenna e grazie all’impegno qualificato dell’Ass. Gianluca Bagnara», prosegue Zoffoli:


Del resto la stessa Direttiva 30/2003 della Commissione Europea individua un uso dei biocarburanti pari al 5.75% per il 2010 con l'obiettivo di ridurre le emissioni di gas serra, incentivare la decarbonizzazione dei combustibili per trasporto, diversificare le fonti di approvvigionamento, offrire nuove opportunità di guadagno nelle zone rurali e sviluppare sostituti a lungo termine per il petrolio.

Inoltre, l’art. 13 del decreto legislativo del 18 maggio 2001, n. 228 - Orientamento e modernizzazione del settore agricolo - individua l’istituto dei distretti rurali quale identità territoriale omogenea derivante dall'integrazione fra attività agricole e altre attività locali, nonché dalla produzione di beni o servizi di particolare specificità.

Infine, la legge Finanziaria 2006 dello Stato Italiano (legge 266/2005), al comma 366, determina le caratteristiche e le modalità di individuazione dei distretti produttivi definendoli «libere aggregazioni di imprese articolate sul piano territoriale e sul piano funzionale, con l’obiettivo di accrescere lo sviluppo delle aree e dei settori di riferimento, di migliorare l’efficienza nell’organizzazione e nella produzione, secondo princìpi di sussidiarietà verticale ed orizzontale, anche individuando modalità di collaborazione con le associazioni imprenditoriali».

«In questo quadro la Regione Emilia-Romagna con il suo Piano Energetico – conclude il Presidente Zoffoli - gioca un ruolo strategico nella promozione del distretto rurale produttivo delle agro-energie; tale distretto avrà la principale funzione di programmazione, coordinamento progettuale, redazione di intese di filiera o contratti di programma per lo sviluppo delle agro-energie sul territorio provinciale e, qualora richiesto, di area vasta romagnola».

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«Infatti - prosegue Zoffoli - La scelta di fondo del piano energetico regionale è quello di contribuire, come sistema regionale, al conseguimento degli impegni assunti dal nostro Paese con la sottoscrizione del documento di Kyoto».

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