AGRICOLTURA - In Emilia Romagna le donne impiegate sono il 35%

AGRICOLTURA - In Emilia Romagna le donne impiegate sono il 35%

Milano, 7 mar. (Adnkronos) - In Emilia Romagna le donne costituiscono circa il 35% delle persone stabilmente impegnate nelle aziende agricole. La superficie agricola utilizzata media delle 23.658 aziende della regione con un conduttore donna si ferma a 6,3 ettari contro i 10,4 delle aziende degli uomini. Bologna risulta la piu' ''femminista'' con oltre il 25% delle aziende e circa il 20% della Sau, gestite da donne.

Il dato che emerge, in un panorama regionale (e nazionale) in cui le imprese agricole sono in flessione, e' che le aziende agricole 'in rosa' vanno in controtendenza e resistono all'esodo, come ha sottolineato Annamaria Dini, vice presidente nazionale deli 'Donne in Campo'.

Il lavoro femminile e' piu' frequentemente a part time rispetto a quello degli uomini: l'incidenza delle donne scende infatti al 27% se si considerano, invece delle persone, le giornate di lavoro. ''L'agricoltura registra la presenza piu' massiccia, subito dopo il commercio, di imprenditrici - dice Mara Biguzzi, direttrice Cia Emilia Romagna - cio' significa che il settore, e soprattutto la sua multifunzionalita', trova nelle donne un'efficace rispondenza. E cio' si riscontra in particolare nella crescita costante nello svolgere attivita' innovative, come ad esempio nell'agriturismo (520 aziende in Emilia Romagna) e nelle fattorie didattiche (287), le cui imprese per il 35% del totale sono condotte da imprenditrici. Aumenti importanti si registrano anche nel settore biologico, nelle produzioni di 'nicchia' Dop e Igp, nell'ortofrutta e nella vitivinicoltura''.

La proporzione tra lavoro maschile e femminile e' poi molto diversa a seconda delle categorie di manodopera: l'incidenza delle donne risulta infatti preponderante nel ruolo di ''coniugi del conduttore'', con l'83,4% delle giornate di lavoro.

E' inoltre importante ricordare che le imprenditrici agricole possono svolgere una funzione significativa nella tutela e nella valorizzazione delle produzioni locali, che hanno nella qualita' e nella tipicita' le loro prerogative essenziali: la stessa vendita diretta di prodotti da parte delle agricoltrici (sempre piu' diffusa e capillare), oltre a dare impulso al fattore della territorialita', permette di avere un rapporto sempre piu' stretto tra agricoltura e consumatori. E questo, soprattutto nell'attuale momento, e' fatto non secondario.

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