Agricoltura: latte contaminato, occasione per riscoprire quello italiano

Agricoltura: latte contaminato, occasione per riscoprire quello italiano

Estendere l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per favorire la trasparenza verso i cittadini. E' questo per Coldiretti Emilia Romagna la prima barriera per evitare i rischi delle importazioni di prodotti di origine incerta, a partire dalla Cina tornata alla ribalta con la vicenda del latte contaminato. Anche se in Italia non c'è nessuna importazione di latte cinese, neanche in polvere - ricorda Coldiretti - la vicenda ha fatto riemerge il problema della mancanza di garanzie di prodotti di cui non si conosce l'origine e la provenienza e gli ingredienti.

 

"Non comprendiamo perché si rimandi ancora l'obbligo dell'etichettatura degli alimenti - dice il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello - e perché dobbiamo subire altri scandali, quando ormai è chiaro che solo l'indicazione dell'origine può garantire il consumatore e i prodottori agricoli italiani. Nonostante vicende come quella della ‘vacca pazza', continuiamo da avere etichette poco o per niente trasparenti. Come Coldiretti sostiene da tempo, è ora di fare una chiara scelta a favore del made in Italy e dei prodotti a Km zero, che non devono subire lo stress di lunghi trasporti prima di arrivare sulla nostra tavola. Il latte in particolare è uno dei prodotti salito alla ribalta per accorciare la filiera dalla produzione al consumo, attraverso i distributori alla spina".

 

Grazie ai cosiddetti bancolat è possibile acquistare latte fresco appena munto, di altissima qualità a prezzi attorno ad 1 euro, con un risparmio di circa il 30 per cento rispetto al latte fresco venduto sugli scaffali in media ad oltre 1,4 euro al litro secondo il servizio Sms consumatori. In Emilia Romagna - ricorda Coldiretti - sono ormai un centinaio i distributori di latte fresco, che devono la loro rapida diffusione all'interesse comune di allevatori e consumatori per ridurre le intermediazioni, combattere le speculazioni e garantire una remunerazione adeguata agli allevatori con prezzi convenienti per i consumatori.

In Emilia Romagna il 50% dei bancolat si trova nei centri abitati, molti dei quali - informa Coldiretti - si trovano nei pressi di iper e super mercati, rendendo più facile completare la spesa con un prodotto freschissimo. Diversi produttori sono anche organizzati con latterie mobili che consentono di essere presenti in città e paesi nei giorni di mercato.

 

Nei distributori è possibile acquistare - spiega la Coldiretti - "latte crudo" ottenuto direttamente dalla mungitura e non trattato termicamente, a differenza sia del latte fresco pastorizzato che di quello a lunga conservazione (Uht). Si tratta di una terza possibilità offerta a vantaggio di chi non si accontenta delle offerte tradizionali e vuole invece gustare latte freschissimo tutti i giorni, naturalmente in linea con tutte le normative igienico sanitarie in materia.

 

Il latte fresco appena munto se conservato in frigo dura 48 ore. Fare il "pieno" è possibile con una bottiglia da un litro riutilizzabile che viene riempita di latte appena munto dopo aver inserito l'importo nella macchinetta distributrice con anche il vantaggio di riutilizzare il contenitore impiegato senza produrre inutili rifiuti.

 

 

 

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