AGRICOLTURA - Regione: approvato piano per zone vulnerabili ai nitrati

AGRICOLTURA - Regione: approvato piano per zone vulnerabili ai nitrati

BOLOGNA - L'Assemblea legislativa ha approvato a maggioranza (astenuta fi, an e udc; contraria la lega nord) il programma d'azione per le zone vulnerabili ai nitrati da fonte agricola, presentato dalla Giunta in attuazione del decreto del Ministro delle politiche agricole e forestali ("Criteri e norme tecniche per la disciplina regionale dell'utilizzazione agronomica degli effluenti di allevamento").


Il programma fissa criteri, norme tecniche e divieti per lo stoccaggio e l'uso agronomico dei liquami di allevamento, dei concimi e fertilizzanti azotati e delle sostanze organiche che migliorano i terreni. Il documento individua come zone vulnerabili da nitrati (zvn) quelle comprese nel piano territoriale regionale per il risanamento e la tutela delle acque e quelle dell'area (dichiarata a rischio di crisi ambientale) del Bacino Burana Po di Volano. Nelle zvn, in ottemperanza a quanto previsto dalla direttiva Cee (91/676/) sulla protezione delle acque dall'inquinamento da nitrati di fonte agricola, devono essere attuati i Programmi di azione (PdA) che tengono conto dei dati scientifici e tecnici disponibili (in particolare degli apporti azotati di origine agricola) e delle condizioni ambientali locali. Le disposizioni regionali attuative del decreto ministeriale, fra l'altro, devono stabilire: i tempi e le modalità della comunicazione all'autorità competente degli spandimenti, prevedendo anche procedure semplificate e specifici casi di esonero da tale comunicazione per le attività di minor impatto ambientale; le norme tecniche per la gestione dei liquami e per le operazioni del loro utilizzo agronomico; gli orientamenti per l'adozione di adeguate tipologie di trattamento degli effluenti nelle aree con alta densità di allevamenti zootecnici; i criteri e le procedure di controllo; il sistema informativo di supporto.


Per l'assessore Lino Zanichelli "è un piano dal forte connotato ambientale che attua pienamente, a differenza di altre Regioni confinanti, le nuove direttive europee e il decreto ministeriale in materia di nitrati. La Giunta, inoltre, ha sollecitato il Governo a rendere omogeneo su tutto il territorio nazionale e, in particolare, in quello Padano le nuove normative, al fine di evitare fenomeni di migrazione di allevamenti dall'Emilia-Romagna".


Daniela Guerra (verdi), voto favorevole al provvedimento, nell'evidenziare che l'applicazione di queste normative "langue" nelle altre Regioni confinanti, ha chiesto che, in caso di infrazioni, le responsabilità siano politicamente e finanziariamente a carico delle Amministrazioni regionali inadempienti. Anche Gian Carlo Muzzarelli (ds), nell'evidenziare la correttezza della Regione Emilia-Romagna nell'applicazione delle direttive europee sui nitrati, ha auspicato uguale correttezza da parte delle altre Regioni. "Questa disomogeneità, ha precisato Muzzarelli, non può più essere ammessa ed anche il Governo nazionale deve fare sì che le norme vigenti siano rispettate in tutte le Regioni".


Luca Bartolini (an), astenuto sul provvedimento, "ha evidenziato la necessità di semplificare e sburocratizzare il provvedimento e ha chiesto, in particolare, tempi compatibili per la sua applicazione, in considerazione delle diverse realtà territoriali (soprattutto per la montagna) ed imprenditoriali. L'esponente di an ha inoltre domandato uno sforzo finanziario della Regione per concedere incentivi alle aziende e all'intero comparto agricolo e zootecnico".


"Preoccupazione" per la tenuta del tessuto economico dei piccoli allevamenti è stata espressa da Ubaldo Salomoni (fi). "C'è il rischio, per i vincoli eccessivi posti nello spandimento dei liquami, di dare un colpo di grazia a tante realtà che producono prodotti di eccellenza". Per Fabio Filippi (fi) "è un piano miope che mette a rischio il comparto agricolo e zootecnico. I troppi vincoli e la troppa burocrazia - ha sostenuto Filippi - porteranno ad un considerevole aumento dei costi e anche la inevitabile chiusura di molte aziende". Anche per Luigi Francesconi (fi) "sono presenti troppi vincoli che andranno a penalizzare l'intero comparto agricolo e zootecnico. La Regione - ha poi aggiunto l'esponente azzurro - ha accettato troppo supinamente, a differenza di altre Regioni, le direttive comunitarie. Invito, quindi, la Giunta a modificare il provvedimento".

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Un voto decisamente contrario al piano viene da Roberto Corradi (lega nord). "Il comparto, in particolare quello lattiero, in forte sofferenza avrà da questo provvedimento un aumento di burocrazia e di costi, senza portare alcun beneficio all'ambiente".

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