Agricoltura, vespa del castagno: Emilia-Romagna, Toscana e Marche la combattono insieme

Agricoltura, vespa del castagno: Emilia-Romagna, Toscana e Marche la combattono insieme

Agricoltura, vespa del castagno: Emilia-Romagna, Toscana e Marche la combattono insieme

Bologna - Regioni Emilia-Romagna, Toscana e Marche insieme per una più efficace azione di contrasto della vespa cinese del castagno, il cinipide originario della Cina, che, in assenza di nemici naturali, sta causando gravi danni ai castagneti di tutta la Penisola. E' questo l'obiettivo del convegno "Emergenza Cinipide: uniti si vince" organizzato dalla Regione Emilia-Romagna in collaborazione con i Servizi Fitosanitari di Toscana e Marche che si svolgerà mercoledì.

 

La convention si terrà alla Direzione generale Agricoltura (Sala A, Terza Torre), in viale della Fiera 8 a Bologna, a partire dalle ore 9,30.  Al centro del convegno il nuovo Piano nazionale di lotta biologica  che prevede la diffusione, nelle zone colpite, di un particolare antagonista naturale: il Torymus sinesis, un piccolo insetto di origine asiatica che attacca le larve della vespa cinese e ne arresta lo sviluppo.  

 

Tale tipo di intervento, che allo stato rappresenta l'unico strumento di lotta contro la vespa cinese, è già partito anche in Emilia-Romagna,  con 12 lanci del Torymus sinesis realizzati nel 2011, dopo i 4 realizzati nel 2010. Ma per un intervento particolarmente efficace e mirato è essenziale il coordinamento e la sinergia con le Regioni confinati, quali appunto Toscana e Marche.

 

La vespa del castagno ha iniziato la sua diffusione dal Piemonte nel 2002, i primi avvistamenti Emilia-Romagna sono avvenuti nel 2008 ed ormai la sua presenza è segnalata in tutta la Penisola. L'insetto non è  pericoloso per l'uomo e causa danni esclusivamente ai castagni colpendo sia gli ibridi euro-giapponesi, sia il castagno europeo, selvatico o innestato. Le piante, anche quelle più attaccate, non muoiono, ma subiscono una riduzione dello sviluppo vegetativo ed una drastica riduzione della fruttificazione con relativo grave danno economico.

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