Al Riccione Inn Jazz "The Legendary Curtis Fuller Sextet"

Al Riccione Inn Jazz "The Legendary Curtis Fuller Sextet"

RICCIONE - Conclusione in grande stile per Riccione Inn Jazz 2010/2011. La rassegna musicale della Perla Verde, iniziata con il mito italiano Renato Sellani e proseguita con alcuni dei nomi più in vista del panorama jazz contemporaneo come HOT Trio, Flavio Boltro, Steve Grossman, Fabrizio Bosso e Antonello Salis, per l'ultimo appuntamento stagionale ha in serbo l'incontro con un'autentica leggenda internazionale: venerdì 25 marzo alle ore 21,15 al Teatro del Mare in arrivo The Legendary Curtis Fuller Sextet.


Curtis Fuller, classe 1934, è il maestro indiscusso del trombone jazz. Con il suo strumento e la sua creatività ha contribuito in modo determinante alla stagione del jazz statunitense che ha visto il bebop trasformarsi in hard bop, spalancando così le porte all'avvento del free jazz. Tutto accadde nell'autunno del 1957. Il giovane Fuller si era già fatto notare a fianco di Miles Davis e venne chiamato dalla Blue Note a lavorare in studio di registrazione con il sassofonista John Coltrane nel sestetto che, in una sola giornata, diede vita alla pietra miliare chiamata Blue Train, capolavoro dell'hard bop che seppe coniugare magicamente blues e jazz in una sintesi mai ascoltata prima. In quegli stessi mesi Fuller suonò con altri artisti seminali come il pianista Bud Powell, il re dell'hammond Jimmy Smith e il sassofonista Joe Henderson. Da quell'autunno in poi il trombone acquisì nuova dignità e divenne uno degli strumenti protagonisti della nuova ondata jazz. Fuller fu il primo trombonista della storia a entrare in pianta stabile nell'Art Farmer Benny Golson Jazztet e per fare spazio al suo trombone anche i Jazz Messengers di Art Blakey divennero un sestetto. Una carriera in crescendo consacrata dall'incontro con Dizzy Gillespie e da ripetuti tour ai quattro angoli del mondo. Ancora oggi, dall'alto delle sue 77 primavere, Curtis Fuller è un esempio da seguire, un classico senza tempo che continua a stupire per le soluzioni stilistiche proposte durante le session dal vivo e la generosità con la quale dona vibrazioni superlative agli amanti della buona musica.

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Torna in Italia alla guida di un sestetto altrettanto leggendario formato da musicisti molto apprezzati del panorama internazionale e italiano. Ne fanno parte lo statunitense Jim Rotondi, considerato uno dei migliori trombettisti della generazione post-Hubbard, il brillante batterista newyorkese Joe Farnsworth, il sax tenore di Piero Odorici, il pianoforte di Nico Menci e il contrabbasso di Paolo Benedettini.
Un appuntamento imperdibile con la Storia del jazz!

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