Al Senato la mostra fotografica dedicata ad Adone Zoli

Al Senato la mostra fotografica dedicata ad Adone Zoli

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 "Adone Zoli: un padre della Repubblica": è il titolo della mostra fotografica esposta dal 1° febbraio a Roma, nella Biblioteca del Senato, dedicata al politico di origini predappiesi e Presidente del Consiglio negli anni 1957-58. La mostra è stata curata da Guida Gambetta e Salvatore Mirabella dell'Università di Bologna, intervenuti all'inaugurazione assieme al Presidente Oscar Luigi Scalfaro, che fece parte del Governo Zoli come Sottosegretario, e Ugo De Siervo, Presidente della Corte Costituzionale.

 

A tenere un saluto nella giornata inaugurale sono stati anche lo storico Francesco Malgeri e Giorgio Frassineti, sindaco di Predappio.

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Antifascista e partigiano, Adone Zoli ricoprì varie cariche istituzionali, tra cui quella di Ministro per la Grazia e Giustizia, Ministro per le Finanze, titolare del Dicastero per il Bilancio e Presidente del Consiglio. In questa veste, nell'estate del '57, decretò la sepoltura dei resti mortali di Benito Mussolini nella cripta del cimitero di San Cassiano in Pennino.
 
Adone Zoli nasce il 16 dicembre 1887 a Cesena, città nella quale il padre predappiese, dipendente delle Poste, si era trasferito per lavoro. Cresciuto in un ambiente di impostazione rigorosamente cattolica Zoli vive la sua infanzia tra Cesena, Predappio, Foggia e quindi Bologna, nella quale compie gli studi universitari conseguendo la laurea in giurisprudenza nel 1907, a soli 20 anni.
L'inizio della professione forense la svolge a Genova e poi a Firenze, dove si stabilisce e sposa la cugina Lucia Zoli. Partecipa come volontario alla Prima Guerra Mondiale e al ritorno, decorato al valore, aderisce al Partito Popolare di don Sturzo.
 
L'avvento del fascismo lo costringe ad abbandonare la politica militante, anche se continua a svolgere attività clandestina di opposizione al regime mussoliniano assumendo anche un ruolo di rilievo nelle fila della Resistenza toscana, dove partecipa alla formazione del Comitato di Liberazione Nazionale. Nel dopoguerra, a fianco di Calamandrei e La Pira, diventa un lucido e profondo interprete dello spirito costituente della nuova democrazia italiana: dopo la Liberazione assume il ruolo di Vice Sindaco di Firenze, nelle elezioni del 18 aprile 1948 viene eletto senatore della Repubblica e, nel corso della legislatura, acquisisce la carica di Vice Presidente del Senato (dal marzo 1950 al luglio 1951). Rieletto nel mandato legislativo seguente, ricopre ruoli di prestigio fra i banchi parlamentari e nel suo partito, la Democrazia Cristiana (Dc).
 
È Ministro per la Grazia e Giustizia nel settimo Gabinetto De Gasperi e Ministro per le Finanze nel governo presieduto da Fanfani, mentre nel febbraio 1956 subentra al Ministro Vanoni come titolare del Dicastero per il Bilancio. Nel maggio 1957, a seguito delle dimissioni dell'esecutivo guidato da Antonio Segni, il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi gli conferisce l'incarico di formare il nuovo governo, in carica fino all'estate del ‘58.
 
In quel difficile anno da primo ministro Zoli si trova ad affrontare anche la spinosa questione della sepoltura dei resti mortali di Benito Mussolini nella cripta del cimitero di San Cassiano in Pennino. Un'operazione delicata dal punto di vista mediatico, portata a termine grazie al suo ruolo diretto come presidente del Consiglio.
Un atto di umana pietà nei confronti dell'"uomo di Predappio", come la propaganda fascista amava definire Mussolini, compiuto da un altro uomo di Predappio, rappresentante dell'Italia democratica.
 
Nel cimitero predappiese riposa anche lui, morto a Roma il 20 febbraio 1960, salutato con un funerale solenne nella chiesa di Santa Maria Novella a Firenze e sepolto quindi nella tomba di famiglia a Predappio, in un'arcata del camposanto non distante dalla cripta di Mussolini.  

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