Al via i 10 tecnopoli della Regione, ecco la mappa dei futuri centri di ricerca

Al via i 10 tecnopoli della Regione, ecco la mappa dei futuri centri di ricerca

Al via i 10 tecnopoli della Regione, ecco la mappa dei futuri centri di ricerca

BOLOGNA - Tecnopoli, si parte. Dopo un lavoro durato diversi mesi, e' arrivato il giorno delle firme degli accordi che cominceranno a rendere operativi i 10 centri della rete per l'alta tecnologia dell'Emilia-Romagna. Imponenti i numeri dei 10 tecnopoli: 160 mila metri quadri di aree riqualificate, 46 laboratori e 7 centri per l'innovazione, circa 1.800 ricercatori impegnati, dei quali 520 saranno nuovi e giovani, con contratti almeno triennali.

 

E imponente e' anche l'investimento, pari a 234 milioni: 130 di contributi regionali, 90 delle Universita', tutte coinvolte nel progetto, e 14 degli enti locali che contribuiscono a mettere a disposizione aree e infrastrutture. "Questa- rivendica l'assessore regionale alle Attivita' produttive, Duccio Campagnoli- e' senza dubbio la piu' grande rete di ricerca industriale del Paese sorta dal basso". La strada per vedere i tecnopoli a regime non e' ancora conclusa, ma la tabella di marcia impone ai cantieri di chiudere entro il 2013.

 

Il tecnopolo di Forli'-Cesena si occupera' di avionica, agroalimentare e infomobilita' con 9 mila metri quadri di spazi a disposizione, distribuiti tra le due citta' principale e Predappio (Ateneo, Comuni e Provincia i soggetti promotori). Rimini, invece, diventera' il centro della ricerca di tecnologie per la moda e per il  "life cycle". Il tecnopolo, promosso da Ateneo e Comune, sorgera' in un'area di 1.500 metri quadri all'ex macello di via Dario Campana.

 

Infine Ravenna e Faenza: 6.500 metri quadri in tutto destinati alla ricerca in ambito nautico, energetico, per il restauro architettonico e per nuovi materiali. Il tecnopolo e' promosso da Ateneo, Provincia Comuni di Ravenna e Faenza. E ci sono alcune realta' in cui i laboratori sono gia' all'opera, come l'Istituto Rizzoli di Bologna che ha inaugurato la scorsa settimana i nuovi centri di ricerca.

 

A Bologna il tecnopolo si sdoppia i due sedi: all'ex Manifattura Tabacchi (100 mila metri quadri) e al Cnr (5.500 metri quadri). Numerosi gli ambiti di intervento, visti anche i partner coinvolti (Enea, Cnr, Rizzoli, Ateneo, tra gli altri): ambiente, micro e nanotecnologia, medicina rigenerativa, nuovi materiali, Itc multimedia, design, costruzioni, energia e automazione. A Modena il tecnopolo- promosso da Ateneo, Provincia, Comune e Unione Terre di Castelli- vedra' in 10 mila metri quadri i ricercatori al lavoro su meccanica avanzata, nuovi materiali e medicina rigenerativa.

 

   A Reggio Emilia il tecnopolo e' promosso da Ateneo, Provincia, Comune e Centro ricerche produzioni animali nell'area delle ex Reggiane (3.500 metri quadri). Qui la ricerca si focalizzera' su meccatronica, eco-building e agroalimentare. A Parma il tecnopolo trovera' ospitalita' nel Campus universitario, dove avra' a disposizione 5 mila metri quadri: qui l'Ateneo portera' avanti progetti di agroalimentare, farmaceutica e Radio Frequency Identification.

 

 Piacenza il tecnopolo, promosso dal Politecnico, dall'Universita' Cattolica del Sacro Cuore e dal

Comune, si occupera' di macchine utensili ed energia: i laboratori saranno dislocati tra Le Mose e l'ex centrale Emilia per 4.300 metri quadri complessivi. Il tecnopolo di Ferrara puntera' su acque e suolo, biotecnologie, vibroacustica e restauro dei beni culturali: in tutto 12.300 metri quadri di laboratori spalmati tra il capoluogo e i comuni confinanti. In questo caso i promotori sono l'Ateneo, la Provincia e il Comune.

 

Il coordinamento della rete sara' realizzato da Aster, e avra' come "hub" il tecnopolo bolognese dell'ex Manifattura Tabacchi: qui infatti, oltre ai laboratori di ricerca veri e propri, ci saranno anche funzioni di servizio per tutta la rete regionale.   Il presidente della Regione Vasco Errani si dice "contento e orgoglioso che questo sistema sia il nuovo motore dello sviluppo del Paese. Dobbiamo uscire dallo stagno in cui si trova l'Italia e dimostrare coi fatti che e' possibile farlo". Ma, e' la stoccata di Errani al governo, "serve verita': abbiamo bisogno di sapere quante risorse ci sono per la ricerca e l'innovazione. Non si puo' continuare col gioco delle tre carte".

Commenti (1)

  • Avatar anonimo di malatesta
    malatesta

    Questo è fumo negli occhi. Dei 1800 ricercatori che verranno assunto circa 16!! saranno a Rimini.. UAOOO!! Che grande iniziativa con i soldi degli Emiliano-romagnoli si fa grande l'università di bologna questa è la realtà.

Notizie di oggi

I più letti della settimana

    -
    -