Allenare atleti adolescenti, l’Europa guarda a Forlì

Allenare atleti adolescenti, l’Europa guarda a Forlì

FORLI' - Allenare atleti adolescenti, l'Europa guarda a Forlì. Venerdì, in sala Calamandrei (via Torri, 13), è in programma il convegno internazionale che concluderà il progetto europeo  "P.Y.S.T. - Partnership for Youth Sport Trainers", finanziato dal Programma Comunitario di Apprendimento Permanente, Sottoprogramma Grundtvig, e finalizzato alla formazione di educatori sportivi quali potenziali interlocutori degli adolescenti, e, pertanto, importanti attori nelle azioni di promozione della salute e del benessere dei giovani. I tre partner, Comune di Forlì e Azienda Usl di Forlì, Comune svedese di Piteå e Provincia spagnola di Jaen, si ritroveranno quindi sotto San Mercuriale, dove l'anno scorso partì l'iniziativa, per presentare il documento di sintesi contenente le linee guida europee per la formazione degli allenatori che preparano atleti adolescenti. Il convegno sarà aperto, alle 8.30, dal direttore generale dell'Ausl di Forlì Licia Petropulacos, dall'assessore comunale alle politiche europee Patrick Leech, e dall'assessore comunale alle politiche giovanili Valentina Ravaioli. Nel corso dei lavori interverrà anche il responsabile nazionale del settore formazione della Uisp Massimo Davi, che parlerà del "Valore educativo dello sport". La seconda parte della mattinata sarà dedicata alla presentazione dei risultati del progetto, con i tre partner che illustraranno le rispettive iniziative formative: per la Spagna interverrà Rafael Martos, per la Svezia Frederick Norberg, e per l'Italia Nancy Inostroza, responsabile del Consultorio Giovani dell'Ausl di Forlì.

 

Il progetto, d'altronde, trae spunto proprio dall'esperienza delle operatrici del Consultorio giovani dell'Ausl di Forlì, Nancy Inostroza e Loretta Raffuzzi, le quali, da 5 anni, organizzano, in collaborazione col Comune di Forlì e il comitato provinciale del Coni, il corso "Uno sport da ragazzi", rivolto a tutti i dirigenti, allenatori e funzionari sportivi del territorio forlivese, che possono così arricchire il proprio bagaglio tecnico con una formazione specifica sulle problematiche peculiari dell'atleta adolescente.

 

Il percorso di formazione dei partner svedesi e spagnoli ha visto come prima tappa il seminario transnazionale, andato in scena a Forlì dal 15 al 18 febbraio 2010, che ha interessato funzionari ed educatori sportivi italiani, svedesi e spagnoli partner del progetto. Quindi, le dott.sse Inostroza e Raffuzzi si sono recate prima in Spagna poi in Svezia, per prestare la propria consulenza e confrontarsi sulle migliori pratiche attualmente in uso, così da aiutare i partner a preparare corsi ispirati all'esperienza forlivese di "Uno sport da ragazzi", all'avanguardia a livello europeo: in nessun altro paese, infatti, esistono iniziative simili . A partire da settembre 2010, tutti e tre i partner hanno organizzato questo genere di corsi per gli educatori sportivi che allenano atleti adolescenti e, nel seminario svedese del mese scorso, si sono confrontati per valutarne i risultati. 

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Spesso, infatti, i mister, pur preparatissimi dal punto di vista tecnico, necessitano di strumenti riguardanti l'aspetto relazionale, psicologico, comunicativo con l'adolescente. Per quest'ultimo, il tecnico è spesso una figura cruciale, scelto come interlocutore privilegiato in una fase della vita in cui i rapporti coi genitori sono a volte tesi e conflittuali. Pur senza trasformarsi in uno psicologo, l'allenatore deve pertanto avere un atteggiamento di ascolto ed empatia verso i ragazzi, cercando di intercettare le situazioni di disagio per accompagnarle in contesti di aiuto. In molti casi, circa uno su cinque, l'adolescente abbandona la pratica sportiva per motivi legati alla relazione col proprio mister; al contrario, è importante che ciò non accada, perché lo sport, oltre a favorire il benessere fisico e psichico del giovane, rappresenta un'esperienza straordinaria per la crescita della persona, e promuove l'autonomia, l'autostima, la capacità di progettare e superare momenti di crisi. Inoltre, si pone come fattore antagonista rispetto al disagio e alla devianza, poiché favorisce stili di vita sani e corretti.

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