Ambiente: un piano per un futuro sostenibile

Ambiente: un piano per un futuro sostenibile

BOLOGNA - La Commissione territorio, ambiente e mobilità, presieduta da Gian Carlo Muzzarelli, ha iniziato la discussione del terzo "Piano d'azione ambientale per un futuro sostenibile della Regione (2008-2010)", presentato in una precedente seduta dall'assessore Zanichelli. Gli interventi contenuti nel documento, a completamento di quanto già previsto dagli strumenti di programmazione regionale, si concentrano su questioni significative e critiche per il territorio dell'Emilia-Romagna.


Sei le aree d'azione: cambiamenti climatici e energia pulita; trasporti sostenibili; consumo e produzione sostenibili; conservazione e gestione delle risorse naturali; ambiente e salute; istruzione e formazione. Lo stanziamento complessivo è di 143 milioni e 23 mila euro (Regione: 40 milioni; Europa (Fas, fondi per aree sottoutilizzate): 84 milioni e 723 mila; Ministero dell'ambiente: 15 milioni e 400 mila; Fondo di rotazione: 2 milioni e 900 mila. Le azioni sono articolate in 5 tipologie di progetti: territoriali (attuati dagli enti locali), regionali ( gestiti direttamente ), integrati (realizzati con fondi Fas regionali e nazionali); di miglioramento della qualità dell'aria ( realizzati in accordo con il Governo); di incentivazione alle imprese.


Al primo gruppo andranno 30 milioni di euro della Regione per: conservare la biodiversità e la forestazione (6 milioni), promuovere la conoscenza e la divulgazione naturalistica (1 milione); ridurre la produzione di rifiuti ed ottimizzarne la gestione (15 milioni e 500 mila ); esigenze territoriali urgenti o critiche (4 milioni e 500 mila); adeguare le reti di monitoraggio sulla qualità dell'aria (3 milioni).


Ai progetti gestiti direttamente, la Regione destina invece 5 milioni e 600 mila euro per: interventi sulla tracciabilità dei rifiuti in area regionale; rimozione di Co2 dalle discariche; potenziamento dell'uso di filtri antiparticolato sui mezzi pubblici (per questo saranno disponibili:1 milione di euro ,già stanziato nel 2007 nell'Accordo di programma sulla qualità dell'aria, 5 milioni, stanziati dal bilancio regionale 2009, ed un milione proveniente dall'Accordo Stato -Regione -comune di Bo; un milione e 100 mila euro (700 Regione, 400 Stato) andrà invece all'incentivazione di modelli di produzione e consumo sostenibili.


Gli 84 milioni 723 mila euro di provenienza Fas (regionali e nazionali) sono destinati invece a questi progetti integrati: derivazione ed usi plurimi dell'acqua del Cer (6 milioni); realizzazione di un impianto per il trattamento dei fanghi di produzione (5 milioni); valorizzazione dei parchi nazionali ed interregionali (3 milioni); progetto strategico speciale Valle del fiume Po (34 milioni ); progetto integrativo all'Accordo di programma quadro per la tutela delle acque e la gestione integrata delle risorse idriche (14 milioni e 723 euro); interventi di bonifica di aree inquinate al fine del loro riutilizzo come aree produttive (7 milioni ); interventi per ottimizzare l'uso delle risorse idriche (7 milioni); messa in sicurezza di aree a forte inquinamento industriale (5 milioni); azioni per ridurre ed ottimizzare i rifiuti (3 milioni).


Infine un finanziamento di 4 milioni e 100 mila euro ( un milione e 200 mila dalla Regione e 2 milioni e 900 mila dai Fondi di rotazione) è destinato ad interventi per le imprese.
Nella prima annualità verranno finanziati azioni di riduzione e smaltimento di amianto nei siti industriali; negli anni successivi i fondi andranno a progetti per la riduzione di rifiuti industriali e per ottimizzare l'uso dell'acqua.Sul documento,entro il mese di ottobre,la commissione terrà un incontro con enti ed associazioni.
Nel dibattito, Laura Salsi(pd) ha giudicato con favore il piano. In particolare ha valutato positivamente il progetto che incentiva l' introduzione di un Sistema di contabilità ambientale negli enti pubblici, ricordando che proprio su questo obiettivo, tempo fa, ha presentato un progetto di legge .

 

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Per Daniela Guerra (verdi) il documento ha una pecca strutturale : non nasce , come dovrebbe, da una politica di tutela ambientale complessiva, perseguita coerentemente, e finanziata, da tutti gli assessorati; si limita invece , attraverso i suoi progetti, a "mettere cerotti" sulle ferite ambientali piu' gravi, causate anche da scelte fatte dalle pubbliche amministrazioni. Perplessità ha espresso Ugo Mazza(sd) anche perché - ha detto - non sono noti i risultati del precedente Piano. Senza riscontri oggettivi , e le conseguenti valutazioni , i Piani rischiano di essere "letteratura", spesso tecnicamente ineccepibile, ma priva di ricadute concrete.

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