Anche a Cesena l'Ausl non gode di buona salute: 86 milioni di deficit in 7 anni

Anche a Cesena l'Ausl non gode di buona salute: 86 milioni di deficit in 7 anni

Anche a Cesena l'Ausl non gode di buona salute: 86 milioni di deficit in 7 anni

CESENA - "Abbiamo letto in questi giorni che anche l'Ausl di Cesena annuncia un bilancio d'esercizio 2009 in profondo rosso. Certo non è il mega buco scoperto nei bilanci dell'Ausl di Forlì, ma se si va a vedere la storia degli ultimi anni si vedrà che anche Cesena non è in condizioni migliori". Lo sostiene Stefano Angeli, segretario comunale del Partito Liberale Italiano a Cesena, che sottolinea come, dal 2003, l'Ausl cesenate ha accumulato ben 85,9 milioni di euro di decifit.

 

"La gestione dell'azienda sanitaria da parte del direttore generale Maria Basenghi, dal 2003 al 2009, - dice l'esponente del PLI - ha infatti accumulato la bellezza di 85,9 milioni di deficit complessivo di cui, la maggior parte attendono ancora dalla Regione direttive su come essere coperti. Quest'anno, è vero, il deficit è stato contenuto in "soli" 8 milioni, certamente meno della voragine da 24 milioni e rotti del 2006 o del buco nero record di 26 milioni e mezzo del 2004, ma comunque peggio del risultato del 2008 che si attestava su un deficit di 3,4 milioni, mostrando una nuova inversione di tendenza verso il peggio".

 

"Nel 2007 poi, come era avvenuto già negli anni 2002, 2004 e 2006, c'era stato da parte della Regione un ricorso a contributi ed a fondi ulteriori a ripianamento dei debiti, contributi che però sembrano essere stati solo una  goccia nel mare. Questi sono debiti pesanti per un'azienda tra le più piccole della regione e che, è bene ricordarlo, nel 2000 chiudeva i conti in attivo. Quello che preoccupa di più è l'andamento generale, che non mostra affatto segni di miglioramento né indicazioni verso un vero controllo dei conti".

 

"Le promesse, infatti - sottolinea Stefano Angeli - fatteci negli anni scorsi dalla direzione generale ed amministrativa dell'azienda, in consiglio comunale e nelle commissioni, che addirittura prospettavano a breve pareggi di bilancio, sono lontanissime dall'essere realizzate, anzi temiamo, vista anche la situazione forlivese, che questo quadro economico Ausl possa fotografare un situazione generale della sanità emiliano - romagnola prossima ad un possibile collasso. Di certo vuol dire già oggi più tasse per tutti i residenti della nostra Regione".

 

"Ma restando a Cesena - dice ancora Angeli - osserviamo come negli ultimi anni sia cresciuto l'indebitamento verso i fornitori sia crollato il conto capitale la liquidità sia all'osso e ci siano difficoltà sempre maggiori nei pagamenti. Non abbiamo avuto modo di vedere la relazione dei revisori dei conti dell'azienda di quest'anno, ma le parole della relazione allegata al bilancio del 2007, l'ultimo di cui abbiamo documentazione completa, erano più che eloquenti:  "...La perdita..va ad aggravare la già pesante situazione finanziaria che si è venuta a creare in seguito al mancato ripiano delle perdite degli esercizi precedenti. Questo rappresenta un'emergenza per l'Azienda... crea tensione nei rapporti con i fornitori che si vedono allungare i tempi di pagamento rispetto alle pattuizioni contrattuali. Inoltre si registra un significativo aumento degli oneri finanziari per interessi di mora e maggior utilizzo delle anticipazioni bancarie."


"L'impressione è che sia stato proprio l'avvio del progetto regionale di strutturazione della sanità romagnola, chiamato Area Vasta, ad aver penalizzato particolarmente la nostra azienda, sia dal punto di vista economico che sul versante dei servizi al cittadino" conclude il segretario comunale del PLI.

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di Max67
    Max67

    E tutti i"riciclati" del PD dove li metti?

  • Avatar anonimo di Elena Zaccheroni
    Elena Zaccheroni

    Dal momento che la nostra Provincia ora si chiama Forlì-Cesena perché non fare anche una sola ASL di FC? Tutte questi duplicati non ci costano assai di più? Capisco che si ridurrebbero le poltrone e gli incarichi con gran rammarico di alcuni, ma in una fase economica come questa sarebbe davvero un gran bel segnale.

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