Ancisi (Lista per Ravenna): "Tariffe per l'infanzia stratosferiche"

Ancisi (Lista per Ravenna): "Tariffe per l'infanzia stratosferiche"

RAVENNA - "Arroganza sulle tariffe per l'infanzia". E' Alvaro Ancisi,capogruppo di Lista per Ravenna, a muovere la critica. " La conferenza stampa è lo strumento di comunicazione totalitaria preferito dal governo di questo Comune per imbonire i cittadini al riparo dall'opposizione. Lo dimostra quella di giovedì, convocata urgentemente per far conoscere le tariffe di alcuni servizi scolastici minori in vigore dal prossimo settembre, prima che il consiglio comunale ne sapesse niente, e per dare addosso all'opposizione senza il fastidio della replica".

 

"Nel regime democratico che la Costituzione ha dato a questo Paese, il primato della politica nei comuni appartiene al consiglio comunale - precisa Ancisi - che rappresenta tutti gli elettori, e non al sindaco e ai suoi assessori, i quali, rappresentando solo la maggioranza, sono organi esecutivi delle decisioni del consiglio. La legge assegna al consiglio, tra l'altro, la competenza esclusiva a disporre la 'disciplina generale delle tariffe'. Quella sui servizi per l'infanzia, che lunedì scorso sindaco e assessori hanno imposto al consiglio a scatola chiusa, da se stessi confezionata, mancava totalmente di qualsiasi indispensabile indirizzo utile a determinare la composizione delle tariffe, essendo limitata a descrivere una nuova metodologia di progressività basata sul reddito, di cui peraltro condividiamo il principio. Il consiglio avrebbe dovuto, quanto meno, approvare preventivamente, per ciascun servizio, il volume delle entrate tariffarie da stabilire per il 2009 e le tariffe minima e massima da imporre. Dal buio totale sulle basi di applicazione del nuovo sistema e da altre ragioni è derivato il nostro voto contrario, che il sindaco ha indicato con impudenza al ludibrio popolare".

 

"L'arroganza dello strapotere - accusa - si è dimostrata nella conferenza stampa di appena tre giorni dopo, quando sono state esposte in dettaglio tutte le tariffe del trasporto scolastico, dei centri ricreativi estivi e dei pre-post scuola, e finalmente si sono conosciuti i valori minimo e massimo che avrebbe dovuto determinare il consiglio. I valori delle entrate tariffarie, l'altro elemento base, da cui bisogna addirittura partire, li hanno fatti approvare dal consiglio addirittura dopo la conferenza stampa, nel pomeriggio. Evidentemente, avevano preparato tutto prima, inscenando la commedia del 'consiglio che decide'".

 

"Si prevede così di introitare, nel 2009, 134 mila euro dalle tariffe dei trasporti scolastici - specifica il consigliere comunale - (coprono il 13,5% dei costi), 83 mila e 400 dai centri estivi (copertura del 45%) e 230 mila dai pre-post scuola (77,3% dei costi). Non è vero, dunque, come il sindaco ha detto, che tutte queste tariffe coprano il 75% dei costi, bensì appena il 30%. Ma non è un regalo ai cittadini, perché dimostrano, semplicemente, che sui servizi gravano spese esagerate e sprechi, considerando anche che, nella scelta dei soggetti gestori, non esiste, anche quando si fa una gara, alcuna concorrenza. Il fenomeno è enormemente più vistoso negli asili nido, le cui nuove tariffe sono state rinviate al 2010 all'ultimo momento ("nessuna retromarcia" ha dichiarato il sindaco ai giornalisti attoniti): qui si spendono 3 milioni e 130 mila euro, incassando appena 557 mila euro, cioè il 18%, da tariffe che Cittadinanzattiva ha dimostrato essere le più care nella regione e forse in Italia".

 

"Venendo allo scoperto, le prime nuove tariffe 'che tolgono ai ricchi e danno ai poveri', dimostrano che, nella concezione marxista che sopravvive nell'intellighenzia al governo della città, sono classificate come capitaliste famiglie che sbarcano appena il lunario. Un esempio è illuminante. Una famiglia con reddito ISEE di 12.500 euro si vedrà aumentare il trasporto scolastico da 150 a 160 euro; se usufruisce del pre-post scuola solo il pomeriggio pagava 77,21 euro e ora, grazie all'unificazione tariffaria con quanti ne usufruiscono il mattino, ne pagherà 100; se la caverà alla pari solo con i 100 euro dei centri estivi. Paga di più, dunque è una famiglia ricca. La bastonata le arriverà con gli asili nido. Per inciso: secondo Cittadinanzattiva, la famiglia media ha un reddito ISEE di 20.000 euro".

 

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"La conferenza stampa ha tentato malamente di occultare altri due macigni - conclude - che i miei emendamenti alla delibera del consiglio avevano tentato, inutilmente, di eliminare. Coloro che autodichiarano un reddito ISEE inferiore a 3.000 euro, letteralmente da fame, non pagano niente, ma per loro pagano le altre famiglie, mentre fino ad oggi, gli esoneri erano a carico, giustamente, dell'assistenza pubblica, coi fondi del Comune assegnati al Consorzio servizi sociali. Ovviamente, i conti dell'equità distributiva non possono tornare. Ma per i lavoratori in nero, i genitori conviventi che si dividono fintamente in due nuclei familiari, i commercianti e gli artigiani poco rispettosi del fisco, ecc., i controlli con la Finanza (gli unici che possono andare a fondo) restano "a campione". I furbetti possono farla franca facilmente, anche perché non è che si sappia quale sarà la percentuale dei"campioni", né che siano mai stati sorteggiati alla luce del sole".

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