Ancora doping nello sport, quattro arresti. Nei guai anche un medico riminese

Ancora doping nello sport, quattro arresti. Nei guai anche un medico riminese

Ancora doping nello sport, quattro arresti. Nei guai anche un medico riminese

RIMINI - Ancora doping in Emilia Romagna. E' di quattro arresti e 54 denunce il bilancio dell'operazione "Anabolandia" svolta dai Carabinieri del Nas di Bologna, che hanno sgominato un'associazione per delinquere finalizzata a favorire la prescrizione, l'approvvigionamento e l'assunzione di farmaci dopanti. Tra le persone finite in manette c'è anche un medico riminese, che prescriveva medicinali dopanti ad atleti, professionisti e non, anche minorenni.

 

Tra i "clienti" c'erano calciatori, cestiti, atleti, ciclisti e tennisti. Arrestati anche tre dirigenti ed informatori scientifici di una nota azienda farmaceutica lombarda, che assicuravano la fornitura dei farmaci dopanti ad un prezzo scontato e la consegna agli assuntori di una speciale strumentazione necessaria per la somministrazione. Nel registro degli indagati anche l'ex preparatore atletico del Rimini, Danilo Chiodi, e il difensore Emiliano Milone. A Rimini le manette sono scattate per il medico Vittorio Emanuele Bianchi, ora agli arresti domiciliari.

 

L'attività di indagine condotta dal NAS Carabinieri di Bologna ha permesso di individuare i componenti dell'organizzazione, facente capo ad un medico sportivo che, con la complicità dei dirigenti e degli informatori scientifici e di un infermiere, prescriveva, anche ad atleti professionisti, farmaci in classe doping, sottoponendo inoltre gli sportivi a pratiche di ossigeno-ozonoterapia al solo fine di migliorarne fraudolentemente le prestazioni agonistiche.

 

Le prescrizioni, emesse con nominativi falsi o inesistenti per evitare che si scoprissero i veri destinatari, venivano soddisfatte da compiacenti farmacisti a cui i dirigenti dell'industria farmaceutica, consapevoli della reale destinazione, procuravano i medicinali ad un prezzo scontato mediante fornitura diretta. Inoltre, per aumentare la vendita dei farmaci e per agevolare le pratiche dopanti fornivano, anche direttamente agli assuntori, uno speciale strumento necessario per la somministrazione. Al medico, punto di riferimento del sistema, si rivolgevano numerosi atleti di varie regioni italiane che si sottoponevano a pratiche illecite.

 

L'indagine ha fatto emergere che, a vario livello, diverse erano le motivazioni per cui si ricorreva alle pratiche dopanti. In particolare, in occasione dello svolgimento di un'importante partita dei "playout" del campionato di Serie B di calcio il preparatore atletico di una squadra ha fatto ricorso alle competenze del medico sportivo, per sottoporre più calciatori a trattamenti farmacologici per alterarne le prestazioni.

 

Numerosi gli atleti che, sottoponendosi agli espedienti del citato medico, hanno ottenuto risultati di rilievo in competizioni anche internazionali; alcuni tra questi sono stati sottoposti a controlli antidoping, risultando positivi e subendo la conseguente squalifica per più anni.  Fenomeno allarmante e che desta seria preoccupazione è il coinvolgimento di alcuni genitori, che si rivolgevano al medico per sottoporre i figli, alcuni dei quali ancora minorenni, alle pratiche dopanti per farli primeggiare nelle varie competizioni sportive.

 

Nel corso delle operazioni, a carico degli indagati, complessivamente 58, e dell'industria farmaceutica coinvolta, sono state effettuate 65 perquisizioni in 17 province italiane (Emilia Romagna, Lombardia, Veneto, Liguria, Toscana, Marche, Lazio, Umbria, Puglia), con il rinvenimento ed il sequestro di copiosa documentazione probatoria, di 500 confezioni di farmaci dopanti e di decine di dispositivi medici, tra cui siringhe e speciale strumenti utilizzati per la somministrazione dei medicinali anabolizzanti. Sequestro preventivo per uno studio medico.

Commenti (2)

  • Avatar anonimo di d_a_v_i_d_e
    d_a_v_i_d_e

    E' una casta.

  • Avatar anonimo di AD
    AD

    Mi chiedo cosa sta a fare l'Ordine dei Medici della Provincia di Rimini nei riguardi di personaggi recidivi. Forse chiude tutti e due gli occhi...

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