Anna Maria Franzoni vuole vedere i figli fuori dal carcere

Anna Maria Franzoni vuole vedere i figli fuori dal carcere

Anna Maria Franzoni vuole vedere i figli fuori dal carcere

BOLOGNA - Dal 21 maggio scorso si trova detenuta presso il carcere bolognese della Dozza. Anna Maria Franzoni, che dovrà scontare 16 anni di reclusione (indultati a 13) per l'omicidio del figlio Samuele avvenuto il 30 gennaio 2002, ha chiesto di poter vedere fuori dal carcere gli altri due figlioletti, Gioele e Davide, rispettivamente di 5 e 13 anni. Il giudice del Tribunale di Sorveglianza di Bologna, Riccardo Rossi, prenderà una decisione al termine della perizia psichiatrica sulla Franzoni e sui bimbi.

 

Saranno lo psichiatra Renato Ariatti e il neuropsichiatra infantile Giovanni Camerini a valutare le carte e visitare la paziente. I due consulenti hanno poi chiesto, come perito ausiliario, la psichiatra Laura Volpini, che sottoporrà la Franzoni ad un test psichiatrico che valuta il rischio di recidiva per chi ha commesso reati violenti. Dopodichè, al termine dei 90 giorni a loro disposizione, riferiranno al giudice se e' il caso di concedere dei benefici alla madre. I lavori peritali inizieranno nei primi giorni di settembre.  Il perito di parte nominato dalla Franzoni, invece, è il neuropsichiatra Lodovico Perulli di Venezia.

Commenti (1)

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    michelangelo

    Annamaria Franzoni: "Voglio vedere i miei figli fuori da questo carcere" Dopo la richiesta, presentata a luglio, il giudice di sorveglianza Riccardo Rossi ha disposto una perizia psichiatrica sulla donna e sui bambini, in base all’esito della quale prenderà una decisione. - BOLOGNA 22 AGOSTO 2008 ************************* Il fatto che il figlio Davide verrà sottoposto ora per ora, ciò che non fu fatto allora per allora, a perizia psichiatrica non può che lasciare perplessi. E mentre ora la motivazione è tanto legittima quanto scontata, mi domando: perché allora con la ragione dell’immediatezza, e per ben diverse finalità questa perizia di ESTREMA importanza fu negata? Chissà se fra i tanti protocolli di procedure a qualcuno dei professori verrà in mente di dare uno “sguardo” – perché lì tutto rimane e niente si cancella – non a ciò che affiora nella punta dell’ iceberg ma quanto ne verrebbe dallo scioglimento dei “ghiacci” della mente profonda di Davide. *** Vedi in GOOGLE: Cogne: l’eroina complice innocente

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