Appalti Hera pilotati, indagini completate su una ditta di Ravenna

Appalti Hera pilotati, indagini completate su una ditta di Ravenna

Appalti Hera pilotati, indagini completate su una ditta di Ravenna

BOLOGNA - La Procura di Bologna ha chiuso le indagini sulla vicenda dei presunti appalti 'truccati' di Hera e inviato l'avviso di fine indagine (atto che solitamente prelude alla richiesta di rinvio a giudizio) a quattro funzionari della multitutility e a due imprenditori: i reati di cui sono accusati sono turbativa di gara e rivelazione di segreto d'ufficio, ma in un caso ci sono anche abuso d'ufficio e falso. Le gare finite sotto la lente del pm Flavio Lazzarini sono cinque: a trattativa  privata e per appalti collegati al settore dei rifiuti.

 

Le imprese che le hanno vinte, una di Sala bolognese in provincia di Bologna e l'altra della provincia di Ravenna, secondo la Procura vennero favorite: nel corso della procedura, sarebbero state 'aiutate' da funzionari Hera a rilanciare l'offerta cosi' da battere la concorrenza. In due casi, l'accusa si regge su intercettazioni telefoniche inequivocabili (uno dei funzionari e' stato registrato mentre dice una frase del tipo: "Digli di offrire 'x' perche' tizio ha offerto 'y'"); negli altri ci sono indizi che fanno propendere per la tesi delle irregolarita'. Non appena ha saputo di comportamenti potenzialmente scorretti, Hera (che si considera parte lesa nella vicenda), ha sospeso cautelativamente i funzionari coinvolti.

 

L'inchiesta, condotta dalla Guardia di finanza, non ha individuato con certezza il movente dei presunti favoritismi: e' escluso quello economico (infatti non vi sono ipotesi di corruzione o concussione) e anche quello della parentela. Inoltre, il lungo lavoro della Gdf, che ha passato al setaccio oltre 130 gare a trattativa privata realizzate da Hera nel 2006, 2007 e 2008, ha dimostrato che non si trattava di un 'sistema', perche' i sospetti riguardano appunto solo cinque gare.

 

Gli importi degli appalti (uno ad esempio riguardava l'ampliamento di una discarica, un altro una serie di migliorie in un'altra struttura) non sono tutti uguali: si va dai 100.000 euro in un caso a 150.000 in un altro. L'importo piu' alto e' di circa 800.000 euro: tutte cifre, in ogni caso, che rimangono al di sotto del milione di euro, ovvero l'importo limite fino al quale e' possibile fare la gara seguendo la procedura della trattativa privata.

 

Se dal corposo screening fatto dalla Finanza, l'unico fatto penalmente rilevante emerso sono i 'favoritismi' commessi in queste cinque gare, le Fiamme gialle hanno scoperto altri elementi considerati degni di attenzione. Ad esempio, l'abitudine degli uffici tecnici di Hera a indicare, nell'avviare una gara a trattativa privata, il nome di una ditta 'consigliata', magari perche' la migliore sul mercato. I finanzieri si sono poi accorti che in 93 gare su 131 (tutte quelle analizzate) a vincere

l'appalto fosse poi proprio la ditta (di volta in volta una diversa) indicata in partenza. Tutto ciò non e' stata valutato dal pm Lazzarini come reato. Le offerte fatte dalle ditte vincenti, infatti, erano effettivamente le migliori dal punto di vista della qualita'-prezzo, ne' sono emersi altri elementi di  sospetto. Sul punto, la multiutility nel corso dell'istruttoria ha semplicemente fatto notare che non c'e' nulla di strano a indicare una impresa se lavora meglio di un'altra.

 

Hera e' "parte offesa" nell'inchiesta della Procura di Bologna che ipotizza favoritismi in cinque gare

d'appalto, svolte con la procedura della trattativa privata, nel settore dei rifiuti. La multiutility, per bocca del suo avvocato Guido Magnisi, ribadisce la sua posizione di "parte offesa" e si dice molto "interessata" e anche "curiosa" di sapere come sara' valutata dal giudice l'idea della Procura di equiparare quello svolto da Hera a un servizio pubblico.

 

"Seguiamo con grande interesse la questione relativa alla configurazione fatta dalla Procura" afferma Magnisi, riferendosi al fatto che i quattro funzionari che hanno ricevuto l'avviso di fine indagine, secondo il pm Flavio Lazzarini hanno agito come incaricati di pubblico servizio. "Da parte nostra c'e' molta attenzione, ma anche curiosita', su quello che sara' la valutazione che dara' il  giudice sull'ipotizzabilita' di questa configurazione" spiega Magnisi. (Dire)

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