Area Vasta, il pm rilancia le accuse: dirigenti Ausl colpevoli

Area Vasta, il pm rilancia le accuse: dirigenti Ausl colpevoli

Tiziano Carradori, coordinatore di Area Vasta Romagna

Non si placa la bufera giudiziaria sul sistema sanitario di Area Vasta romagnola. Il pm Alessandro Mancini ha infatti deciso di presentare ricorso contro la decisione assunta dal giudice Giovanni Trerè di rifiutare gli arresti domiciliari o la sospensione dell'incarico per Tiziano Carradori, direttore generale dell'Ausl di Ravenna e coordinatore dell'Area Vasta. Assieme a Carradori la richiesta riguardava anche Savino Iacoviello e Giglia Bitassi. Mancini rilancia dunque le sue accuse.

 

La vicenda riguarda l'aggiudicazione dell'appalto per il trasporto dei medicinali al laboratorio di Pievesistina (valore di 13 milioni di euro circa) e vede coinvolto anche l'imprenditore Tito Marconi, presidente di "Plurima", l'azienda che si è aggiudicata la gara.

 

Mancini nel suo ricorso parte dal documento di 37 pagine con cui il 15 luglio scorso il gip Giovanni Trerè aveva respinto le richiste del magistrato; ma all'interno di queste pagine Mancini coglierebbe gli elementi che stanno alla base del suo impianto accusatorio, a cominciare dalle presunte pressioni che sarebbero state esercitate sul dirigente dell'Ausl forlivese che coordinava l'appalto, per modificarne i parametri di accesso.  

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