Area Vasta, il primo dossier sui risultati raggiunti

Area Vasta, il primo dossier sui risultati raggiunti

Area Vasta, il primo dossier sui risultati raggiunti

FORLI' - Ecco una sintesi dei risultati raggiunti dall'area vasta Romagna nel campo della sanità. A fornire i dati è il coordinamento delle quattro Ausl romagnole:

 

Centralizzazione degli acquisti

L'attività di collaborazione e integrazione tra le aziende sanitarie romagnole è iniziata nel 2003 con la condivisione delle procedure di approvvigionamento, le  unioni di acquisto. Ad oggi, riferendoci all' anno 2008 e alle procedure più rilevanti dell'anno 2009 già concluse, sono infatti state espletate 54 gare; il valore base d'asta annuo complessivo è stato di 97,6 milioni di euro, con un valore base d'asta per il periodo di fornitura pari a 317,4 milioni di euro.  In linea generale, i valori base d'asta, sono stati determinati prendendo a riferimento la sommatoria dei costi esposti dalle singole aziende.

 

In estrema sintesi, senza considerare le significative differenze di maggior qualità dei beni considerati e limitandosi alle sole procedure esaminate, la strategia di approvvigionamento adottata dalle aziende di Area Vasta Romagna ha generato minori spese, rispetto a quelle sostenute precedentemente, pari a 10,5 milioni di € annui, e 33,7 milioni di euro per il periodo di validità dei contratti.

 

Per quanto riguarda la gara relativa alla fornitura dei servizi per il Laboratorio Unico di Pievesestina e per i Laboratori a risposta rapida delle 4 aziende, è stato ottenuto un abbattimento complessivo di circa il 10% rispetto agli importi a base d'asta. Nel caso della gara dei trasporti, sempre relativa al nuovo sistema organizzativo a rete, che coinvolge il Laboratorio di Pievesestina e i laboratori a risposta rapida delle 4 Aziende romagnole, la base d'asta ha avuto un valore pari al costo sostenuto dalle singole aziende per i trasporti legati all'attività laboratoristica nel 2008, ridotto di circa il 25%.

 

Centrale operativa 118 Romagna soccorso

Il progetto "Romagna Soccorso" consiste nella centralizzazione delle funzioni di centrale operativa,  a cui affluiscono le chiamate dei cittadini di tutta la Romagna, mentre la gestione dei mezzi dell'emergenza territoriale rimane in capo alle singole Aziende sanitarie, che vengono allertate dalla centrale in funzione di logiche di razionalità territoriale.

 

La centrale operativa unica è dotata oggi di una delle più sofisticate tecnologie disponibili ed è per questo una delle tre realtà nazionali scelte per la sperimentazione del numero unico europeo (112) per l'emergenza. Si tratta di un sistema tecnologico (cartografia, radiocomunicazione, localizzatori,..) finalizzato a migliorare l'efficienza del sistema di ricezione-smistamento e ridurre l'errore umano (le tecnologie digitali consentono di dare evidenza del numero di chiamata, la "dotazione" cartografica interfacciata al sistema telefonico, nella maggior parte del territorio di Area Vasta, ha una definizione che arriva al numero civico).

 

Il costo di tecnologizzazione di ciascuna delle quattro centrali avrebbe richiesto risorse circa tre volte superiori a quelle realmente impiegate (che sono state pari a circa 850 mila di euro).

La centralizzazione ha inoltre consentito alle Aziende di liberare personale dalle funzioni di gestione delle chiamate e destinarlo al potenziamento del soccorso territoriale (per un risparmio di risorse umane pari a 22 operatori a tempo pieno).

 

Alcuni dati di attività relativi all'anno 2009 della Centrale Operativa: 95.615 richieste di soccorso

Tempo intervista telefonica nei codici rossi minore di 71 secondi (minimo 60 secondi), Tempo medio di partenza del mezzo dell'emergenza territoriale competente nei codici rossi minore di 116 secondi (minimo 82 secondi)

 

Dati dell'emergenza territoriale in capo alle singole Aziende:  98.135 persone trasportate, Tempo di arrivo sul posto dei mezzi in caso di codice rosso minore di 12 minuti nel 92% dei casi in area urbana e minore di 20 minuti nel 95% dei casi in area extraurbana. Nel 99% dei casi (indipendentemente dal codice colore) il soccorso è prestato da personale professionale e solo nell'1% da personale volontario.

 

Il costo di gestione della centrale nell'anno 2009 è stato di 1.869.544 euro. Il costo medio per cittadino residente in Area Vasta Romagna è stato di 1,74 euro. A parte gli investimenti, per effetto della centralizzazione, il costo del personale addetto alle funzioni di centrale ha registrato economie per oltre 800.000 euro (valore delle 22 unità tempo pieno equivalenti "liberate" dalla  centralizzazione). Inoltre, i costi di manutenzione, di mantenimento e di adeguamento delle tecnologie nel futuro saranno, a parità di condizioni, certamente ridotti.

  

Laboratorio Unico e Rete Laboratoristica della Romagna

Il progetto di Laboratorio Unico come funzione hub della rete laboratoristica della Romagna, ha già prodotto evidenti miglioramenti qualitativi, sia in termini di sicurezza e di appropriatezza sia in termini di riproducibilità e confrontabilità dei dati. Dal punto di vista tecnologico la rete laboratoristica oggi dispone di attrezzature di ultimissima generazione, laboratori decontaminati di massima sicurezza per la conservazione e la manipolazione di cellule umane, piattaforme biotecnologiche condivise tra i diversi settori specialistici.

 

Dotazione impensabile per ognuno dei laboratori preesistenti. Lo standard qualitativo tecnologico del nuovo Laboratorio non è assolutamente comparabile con la vecchia organizzazione, caratterizzata da strumentazione con età variabile di media dai cinque ai dieci anni. Infine, cosa importante, anche l'attività prodotta è rilevata per la prima volta in modo omogeneo e univoco, rispetto a quella  adottata da ogni laboratorio nel precedente sistema. 

 

Il costo per l'anno 2009 del Laboratorio Unico di Pievesestina, cosi come risultante dal preconsuntivo del gennaio 2010, è pari a 22 milioni circa. Gli esami prodotti in circa nove mesi di attività sono stati 9.216.820. Il costo medio per esame, al netto dei prelievi, è stato di 2,39 euro.

Va ricordato che tale costo medio non è confrontabile con quello registrato in altri punti dell'intera rete, perché la composizione dell'attività è diversa (i laboratori a risposta rapida, diversamente dal laboratorio hub come quello di Pievesestina, producono essenzialmente esami non specialistici e in regime di urgenza).

 

Inoltre il valore di questo primo periodo di attività risente del fatto che i costi della strumentazione analitica sono esclusivamente ribaltati sugli esami di laboratorio, diversamente da quanto avverrà nel 2010, quando gli stessi costi saranno ribaltati anche sulle prestazioni dell'officina trasfusionale e della genetica medica, che condivideranno le stesse tecnologie per una parte della loro attività. Infine i costi sostenuti nel 2009 comprendono l'attivazione di prestazioni precedentemente indisponibili e risentono dei costi di transizione organizzativa che con il prossimo esercizio scompariranno.

 

Infatti la spesa prevista per l'anno 2010  è stimata in calo per un ammontare variabile tra i 2 e i 2,5 milioni di € sia per il superamento dei costi di transizione, sia per l'attivazione di nuove funzioni che sfrutteranno le medesime piattaforme tecnologiche. Questi dati, senza considerare gli ulteriori attesi miglioramenti, sono di per se stessi sufficienti ad oggettivare come la strategia di messa in efficienza del sistema, abbia abbondantemente superato l'obiettivo di neutralizzare i costi di qualificazione strutturale e tecnologica della rete laboratoristica tramite il recupero di efficienza del suo sistema di produzione.

 

L'IRST e la rete oncologica

L'Istituto Scientifico Romagnolo per lo studio e la cura dei Tumori  - IRST di Meldola, come gli altri progetti di Area Vasta Romagna, nasce dalla sperimentazione di un sistema di network assistenziale e di ricerca ispirato al modello hub and spoke. L'istituzione dell'IRST ha perseguito l'obiettivo di garantire uno sviluppo organizzato ed integrato della rete oncologica delle quattro aziende romagnole, mettendo in sinergia l'insieme delle risorse tecnologiche, professionali ed economiche, migliorando il risultato in termini di omogeneità di trattamento su tutto il territorio.

 

Ciò ha consentito, in altri termini, di rendere disponibili a tutta la popolazione quei trattamenti che possono contare su competenze di elevata specializzazione su tecnologie emergenti, innovative o particolarmente sofisticate, che per la loro natura, il loro costo o la loro complessità, non possono essere disponibili su tutto il territorio.

 

La Rete Oncologica di Area Vasta Romagna dal 2005 al 2008 sta incrementando la propria attività recuperando una quota di mobilità passiva (ovvero pazienti residenti in Romagna che andavano a curarsi altrove) ed  aumentando l'attrazione di pazienti provenienti oltre i confini romagnoli.

Nell'anno 2009 l'IRST ha trattato, in regime di ricovero ordinario o di Day Hospital, circa 2000 pazienti dei quali circa 1500 residenti in Romagna e provenienti dalle Aziende Sanitarie di Forlì (n. 871), Ravenna (n.240), Cesena (n.314) e Rimini (n. 93), 251 provenienti dalla Regione Emilia Romagna extra Area Vasta e 314 da fuori Regione.

 

Oltre il 50% dei trattamenti sono stati erogati in regime di day hospital mentre  la restante quota è suddivisa tra degenze di Oncologia Medica (41%) e di Medicina Radiometabolica (8%), che presto si arricchirà di una Officina Radiofarmaceutica GMP, in grado di produrre radio farmaci non solo per uso diagnostico ma anche terapeutico. Analogamente, all'interno dell'Unità Operativa di Immunoterapia, il Laboratorio GMP di Terapia Cellulare e Somatica sta completando il complesso iter di autorizzazione ad operare come officina farmaceutica da parte dell'Agenzia Italiana del Farmaco.

 

A servizio dell'Area Vasta Romagna, l'IRST dispone inoltre di facilities a sostegno dell'attività di assistenza e ricerca,  quali un Laboratorio di Bioscienze in grado di effettuare le più sofisticate indagini diagnostiche biomolecolari, il registro Tumori della Romagna, l'Unità Operativa di Biostatistica e Sperimentazioni Cliniche che offre supporto metodologico alle attività di ricerca.

Per quanto attiene infine  i costi, l'anno  2009 si  è attestato sui 31.719.667, a fronte di un valore della produzione pari a 33.109.413. In ultima analisi il risultato di esercizio fissa un utile previsto di circa 72.281 euro.

 

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