Artigianato, approvata dalla Regione la nuova legge quadro

Artigianato, approvata dalla Regione la nuova legge quadro

"L'approvazione della nuova legge-quadro della Regione Emilia Romagna "Norme per la tutela, la promozione, lo sviluppo e la valorizzazione dell'artigianato" arriva in un momento delicato per tutte le imprese del settore e si configura come un elemento di ulteriore sostegno a quelle imprese che da sempre sono la spina dorsale del sistema economico regionale". Il Presidente di Confartigianato Emilia Romagna Marco Granelli commenta così la nuova legge-quadro approvata pochi giorni fa dopo un periodo di confronto proficuo tra le associazioni di categoria e l'Assessore alle Attività produttive Duccio Campagnoli a cui va riconosciuto il merito di avere predisposto una legge che riteniamo molto importante per l'artigianato.

 

Una legge che, secondo Confartigianato Emilia Romagna, ha giustamente riconosciuto la centralità della Commissione regionale artigianato (CRA), un organo di indirizzo e rappresentanza che supera la divisione in 9 enti provinciali. "Una semplificazione che non sarà solo formale - spiega Granelli - prima ognuna delle sezioni provinciali prendeva decisioni e licenziava pareri che poi arrivavano al CRA regionale, ora invece si supera questa lunga serie di atti formali e burocratici, con ovvi benefici per il settore".

 

Positive anche la semplificazione amministrativa garantita dalla norma che prevede l'iscrizione al registro delle imprese artigiane con una unica comunicazione, e la dicitura che riconosce il valore dell'artigianato artistico di qualità. "Confartigianato Emilia Romagna - prosegue Granelli - apprezza particolarmente la costituzione di un osservatorio regionale dell'artigianato, uno strumento necessario per capire cosa accade alle imprese e riuscire a mettere in campo interventi mirati. Sarà un osservatorio che consentirà di inquadrare in modo preciso i problemi delle imprese che operano sul territorio, consentendo di dare le risposte politiche più giuste".

La legge ha inoltre il merito di tenere nella giusta considerazione i sostegni alla creazione di nuove imprese artigiane, non dimenticando nel contempo i necessari supporti affinché il ricambio generazionale non resti il tallone d'Achille di molte aziende artigiane.

 

Di vitale importanza è il capitolo che riguarda gli interventi regionale di sostegno al settore, nel dettaglio sono previste azioni specifiche a favore dell'artigianato artistico e tradizionale, delle nuove imprese e del processo di ricambio generazionale, per il sostegno agli investimenti e al credito. "Finalmente questa legge ha unificato una lunga serie di leggi farraginose che riguardavano il credito, una semplificazione legislativa e burocratica che potrà esplicare i propri effetti sulle prossime azioni che metteremo in campo in collaborazione con la Regione".

Proprio sul credito la collaborazione tra le associazioni artigiane e la Regione ha portato risultati significativi negli ultimi tre anni: sono state approvate 6.261 operazioni per 925 milioni di euro di investimenti ammessi, che hanno dato luogo a 75 milioni di contributi regionali, già deliberati o da deliberare. A livello provinciale le operazioni sono state 502 per 87 milioni di euro di investimenti ammessi, che hanno dato luogo a 7 milioni di contributi già deliberati o da deliberare.

 

"L'attenzione dimostrata dalla Regione e, soprattutto, dall'assessore Campagnoli e dei suoi funzionari per il nostro settore - prosegue Granelli - ha portato alla stesura di una legge condivisa e che siamo certi saprà esplicare la propria azione nel medio e lungo termine. Non è ovviamente la panacea per tutti i mali che affliggono l'economia regionale ma, ne siamo certi, contribuirà, insieme alle azioni di sostegno al credito già messe in campo sostenere la tenuta complessiva del settore. L'unico rammarico è relativo al fatto che non si è potuto ampliare il numero di addetti delle imprese, la competenza è, al momento, ancora appannaggio del governo centrale. Confartigianato auspica che la competenza sia trasferita alle regioni nel nome del federalismo fiscale di cui tanto si parla".

 

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