Artigianato: riconoscimento qualifica restauratore, risoluzione in Regione del PD

Artigianato: riconoscimento qualifica restauratore, risoluzione in Regione del PD

BOLOGNA - E' firmata da undici consiglieri del pd, primo firmatario Mario Mazzotti, una risoluzione che impegna la Giunta regionale a intervenire nei confronti del Governo e in tutte le sedi istituzionali, affinchè sia sospesa l'applicazione dei provvedimenti assunti nel marzo scorso dal Ministero per i beni e le attività culturali in merito al riconoscimento della qualifica di restauratore e collaboratore e sia aperto immediatamente un tavolo di confronto con gli operatori del settore. Per effetto delle nuove disposizioni (Decreto 53 del 30 marzo 2009 e documento su "Disciplina transitoria degli operatori del restauro), si legge nel documento, alcune migliaia di persone verrebbero escluse dalla possibilità di accesso al titolo e, conseguentemente, migliaia di imprese sarebbero escluse dalla possibilità di accedere alla qualificazione necessaria per partecipare alle procedure di affidamento di appalti pubblici per l'esecuzione di lavori di restauro. Si depaupererebbe così un patrimonio enorme di piccole e piccolissime imprese, oggi attive nel settore, e si cancellerebbe in un colpo solo un'intera generazione di restauratori.


La circolare ministeriale, spiegano infatti i firmatari del documento, prevede l'attribuzione della qualifica a coloro che hanno conseguito un diploma presso una scuola di restauro riconosciuta. Ad oggi sono solo tre gli istituti riconosciuti in Italia (l'Opificio delle pietre dure, l'Istituto superiore per la conservazione e il restauro, l'Istituto centrale di patologia del libro), che si aggiungono a quelle di livello regionale, che risultano le più frequentate dai restauratori. Spesso, aggiungono i consiglieri, la frequenza a queste scuole ha avuto luogo quando non erano ancora accreditate, con la conseguenza che moltissimi restauratori qualificati sono in possesso di un diploma non coerente con le indicazioni fornite dal Ministero con i provvedimenti emanati a ridosso dell'estate 2009.


Nella risoluzione si fa inoltre presente che per la maggior parte degli operatori sarà impossibile reperire la documentazione richiesta dal Ministero per l'accesso alla prova di idoneità, che si riferisce a un periodo temporale anteriore al 2000. A causa di una diffusa negligenza delle stazioni appaltanti nella redazione dei certificati di esecuzione dei lavori, infatti, il certificato è stato introdotto solo nel 2000. Per i candidati alla prova di idoneità, quindi,  ai quali è richiesto di avere svolto attività di restauro per almeno quattro anni alla data di entrata in vigore del decreto ministeriale 420 del 2001, sarà sostanzialmente impossibile documentare la propria attività mediante tale certificato.


Nella risoluzione, pertanto, si chiede all'esecutivo regionale di attivarsi presso il Governo, affinchè, attraverso le opportune modifiche normative, sia consentita la possibilità di valutare l'attività svolta alla data attuale. Nel documento, infine, si chiede alla Giunta di perseguire l'obiettivo della creazione di un quadro normativo capace di integrare le esigenze di qualificazione, professionalità e tutela dell'occupazione nel settore.

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