Asp Bassa Romagna, continua il progetto di pet therapy

Asp Bassa Romagna, continua il progetto di pet therapy

Visti gli ottimi risultati ottenuti negli ultimi anni, l'Asp dei Comuni della Bassa Romagna ha deciso di dare continuità al progetto di pet therapy, proposto in tutte le strutture del territorio anche per il 2010. Le prime tre strutture interessate sono la casa protetta "Sassoli" di Lugo, il centro anziani "Silvagni" di Voltana e il centro diurno e Rsa "San Domenico" di Lugo, dove gli incontri fra gli anziani ospiti e gli animali sono iniziati in questi giorni e si protrarranno per tutto il mese di giugno. Nelle altre strutture dell'Asp (Fusignano, Massa Lombarda, Alfonsine, Cotignola, Conselice e Bagnacavallo) il progetto partirà dopo l'estate.

 

I cani addestrati per la pet therapy sono animali socievoli, si fanno accarezzare, toccare e sono in grado in questo modo di infondere tranquillità e sicurezza negli anziani. Con la loro capacità di comunicare, i cani sono in grado di creare all'istante un contatto con l'anziano e diventano un valido strumento per abbattere il silenzio che spesso lo avvolge (si pensi a chi è affetto da demenza senile o da malattie psichiatriche). La presenza di questi animali permette inoltre di migliorare il clima di tutta la struttura, in quanto anche il personale e gli utenti non direttamente coinvolti nelle attività terapeutiche vengono contagiati dal clima festoso legato alla presenza dei cani in struttura. La pet therapy rappresenta un piacevole diversivo alla routine quotidiana, un antidoto alla depressione e alla solitudine che a volte può colpire l'anziano nel momento in cui sente ridursi le proprie capacità fisiche e cognitive oppure in seguito al ricovero in struttura, quando possono affievolirsi le relazioni sociali e familiari.

 

Il progetto per l'anno 2010 prevede, in ogni struttura gestita dall'Asp, un ciclo di due incontri settimanali della durata di un'ora per un periodo di due mesi. Il progetto è realizzato grazie alla collaborazione, avviata nel biennio 2008-2009, con il canile comprensoriale di Lugo e il Cinoservizio, che mette a disposizione gli animali e gli operatori appositamente formati. Altra collaborazione prevista per quest'anno è quella con l'associazione Auser, i cui volontari si prestano ad accompagnare gli animali nelle strutture.

 

«Abbiamo deciso di rinnovare anche per l'anno 2010 questo importante progetto che vede coinvolti i cani all'interno delle case protette - spiega il presidente dell'Asp, Pierluigi Ravagli - dopo avere valutato insieme agli operatori i benefici ottenuti dagli anziani coinvolti negli anni precedenti. Infatti la presenza dei cani all'interno delle strutture, accompagnati da personale qualificato e specializzato, serve in molti casi a ridurre negli anziani lo stato di isolamento dall'ambiente sociale, curare problemi di comportamento e favorire il mantenimento e il recupero delle autonomie. Questo progetto, particolarmente apprezzato dagli anziani, è reso possibile grazie alla collaborazione instaurata fra gli operatori impegnati nelle diverse strutture e i volontari del canile comprensoriale di Lugo, il Cinoservizio e l'Auser, ai quali va un sentito ringraziamento da parte dell'amministrazione dell'Asp.»

 

Ogni incontro coinvolge piccoli gruppi di anziani individuati dal personale sanitario e assistenziale del servizio in base a una valutazione sanitaria (patologie, autonomia), a un'analisi del vissuto e dei bisogni attuali fra gli ospiti affetti da disturbi del comportamento o che presentano difficoltà a relazionarsi con l'esterno.

Animatori, terapisti e operatori assistenziali in servizio presso le strutture sanitarie assistenziali dell'Asp sono coinvolti nella progettazione, nello svolgimento e nella valutazione del programma. Due operatori affiancano il volontario del Cinoservizio in occasione di ogni seduta. La pet therapy prevede un primo contatto fra l'anziano e il cane, sotto il controllo del volontario appositamente addestrato e di un operatore della struttura in un ambiente accogliente e familiare. In genere si predilige la stanza dell'ospite o luoghi delle strutture silenziosi e illuminati dove favorire comportamenti spontanei dell'ospite verso l'animale.

Durante l'incontro, l'anziano è invitato ad accarezzare il cane, a spazzolarlo, ad allungargli il cibo, a prendersi cura di lui. In questo modo si sente utile e crea un primo contatto. Si chiede poi all'anziano di commentare quello che sta accadendo, cercando di fargli esternare le proprie emozioni. In un momento successivo, gli animatori della struttura chiedono agli anziani di condividere l'esperienza con gli altri ospiti della struttura, stimolando il ricordo o invitandoli a disegnare il cane che hanno conosciuto. Nel corso degli incontri gli operatori cercano di monitorare il tono dell'umore, le reazioni dell'anziano e i piccoli miglioramenti delle capacità manuali, cognitive e relazionali.

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