Aumentano gli stranieri in Emilia-Romagna: toccata quota 10,53%

Aumentano gli stranieri in Emilia-Romagna: toccata quota 10,53%

Aumentano gli stranieri in Emilia-Romagna: toccata quota 10,53%

Oltre 460mila, che tradotto significa il 10,53% della popolazione totale. Sono i cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna al primo gennaio 2010, in base alla rilevazione annuale svolta dal Servizio controllo strategico e statistica della Regione. Una presenza giovane: trentun anni l'età media, con una componente femminile che sta crescendo e che supera quella dei maschi in particolari classi di età. Forlì-Cesena tra le province con la maggior crescita percentuale


"I dati dicono chiaramente che la nostra è già una società multietnica: per l'Emilia-Romagna, questa è una realtà ampiamente consolidata - ha commentato l'assessore alle Politiche sociali e immigrazione della Regione Teresa Marzocchi - . Siamo di fronte a  persone regolari, che lavorano, con figli che vanno a scuola: è significativo l'aumento delle fasce più giovani e della componente femminile. Sono dati importanti, perché mostrano come qui l'immigrazione sia un fenomeno ben strutturato e non certo emergenziale, contrariamente a quanto molti vorrebbero far credere. Il nostro compito quindi - ha concluso l'assessore - è sostenere e custodire questa componente, soprattutto le famiglie con figli nati qui, confermando le priorità di mandato che la Regione si è data: lavorare insieme al territorio per rafforzare l'integrazione e per garantire l'accesso ai servizi, nel pieno rispetto della legalità, dei diritti e dei doveri di ciascuno".

 


I dati della rilevazione
I cittadini stranieri residenti in Emilia-Romagna sono 462.840. Un dato in crescita, rispetto al 2009, di quasi 40 mila persone (39.945), pari al +9,45% (+10,9% per le femmine e +8% per i maschi). L'incremento risulta tuttavia in flessione rispetto ai valori registrati negli anni precedenti (+15,2% nel 2009 e 15% nel 2008). L'aumento complessivo della popolazione regionale rilevato sempre al primo gennaio (+39.439) è interamente collegato alla crescita della componente straniera, che ha più che compensato la riduzione, anche se lieve (-506 unità), dei residenti con cittadinanza italiana.
Gli aumenti più consistenti si sono registrati in valore assoluto nelle province di Bologna (+8.074 unità), Modena (+6.314) e Reggio Emilia (+5.082), mentre in termini percentuali la crescita è stata maggiore nelle province di Ferrara (+11,6%), Forlì-Cesena (+11,1%) e Rimini (+10,8%). Le incidenze più elevate sul totale della popolazione riguardano le province di Piacenza (12,6%), Reggio Emilia (12,3%) e Modena (11,9%).


Dall'analisi dei dati emerge come gli stranieri si stabiliscano soprattutto in pianura (10,8% di tutta la popolazione) e in collina (10,3%), pur mantenendo una certa presenza anche in montagna (8,6%). L'aumento rispetto allo scorso anno è più evidente in pianura (+9,8%) rispetto alla collina (+8,9%) o alla montagna (+7,3%). Le comunità più rappresentate a livello regionale sono la marocchina (67.502 residenti, +7,4% rispetto allo scorso anno), la rumena (60.673, +11,4%), l'albanese (58.735, +7,2%) e l'ucraina (23.710, +17,1%).


L'età media degli stranieri residenti in regione è di 31 anni (contro un'età media della popolazione complessiva di 45 anni). Un terzo ha meno di 25 anni e il 23% è minorenne. Le classi d'età in cui l'incidenza sulla popolazione complessiva è più elevata sono quelle di 25-29 anni  e 0-2 anni (rispettivamente il 22,7% e il 21%).


Sul totale degli stranieri residenti le donne rappresentano il 50,7%. La presenza femminile sta quindi crescendo e supera quella dei maschi in particolari classi di età (tra i 22 e i 32 anni e per le età di 47 anni e oltre). Inoltre, nelle province di Parma, Bologna, Ferrara, Forlì-Cesena e Rimini il numero delle residenti straniere supera quello dei maschi stranieri. Complessivamente il rapporto tra maschi e femmine ("rapporto di mascolinità") è di 97 maschi ogni 100 femmine (contro il 99,7 al primo gennaio 2009) e tende ad allinearsi a quello della popolazione totale (94,5 maschi ogni 100 femmine).


La rilevazione della Regione è frutto della stretta collaborazione con gli uffici di Statistica o delle Politiche Sociali delle Province e dei Comuni; i dati presentati tengono conto dell'ingresso in Emilia-Romagna dei sette Comuni dell'Alta Valmarecchia.

Commenti (4)

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    schietto

    @passatore sei così fissato nel tuo razzismo che sei quasi una macchietta... ti trovo quasi divertente nelle tue banalità. Leggo ogni tanto i tuoi commenti e sei veramente monotematico dato che dici le stesse identiche cose tutti i giorni su tutti gli articoli. Cioè, non ho mai letto un tuo commento divertito, scanzonato e un po' profondo di una pozzanghera, per quanto magari non condivisibile. Più che monotematico la parola giusta è monomaniaco. Ti servirebbe uno buono, mi sa... per altro per la tua patologia non serve neppure il letto in ospedale... basta il lettino...

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    passatore

    @ Matteol E' il popolo di Romagna che si deve svegliare... a cacciar via a pedate gli amministratori incapaci di gestire il territorio... il resto vien da se... forse quando cominceranno ad andare all'ospedale e troveranno tutti i letti occupati... forse capiranno...

  • Avatar anonimo di matteol
    matteol

    passatore, purino, finora ti lamenti solo te, e in futuro ti lamenterai ancora di più, visto che gli stranieri sicuramente aumenteranno. Una cosa la puoi fare, però, per migliorare la situazione: organizzare delle ronde cittadine ed andare in giro per aiutare le forze dell'ordine a fare il loro lavoro, segnalando le situazioni ed i soggetti più a rischio (immigrati clandestini, delinquenti...). E' consentito dalla legge, sta ai cittadini come te fare il primo passo.

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    passatore

    Sono Almeno 3 volte di più contando gli IRREGOLARI... ma tanto le amministrazioni locali se ne sbattono di controllare chi arriva a vivere nelle nostre città... se ai cittadini sta bene così... poi non lamentatevi quando diventerete come " gli Indiani nelle riserve"!.. e non lamentatevi se i servizi diventano scadenti... tipo Scuola o Sanità... visto che le amministrazioni locali garantiscono i servizi anche ai Clandestini... che ovviamente non pagano... è inutile andare a chiedere più soldi al governo... sebbene dolorosa decisione ma sarebbe molto più onesto cominciare a far pagare i servizi a chi non ne ha il diritto.

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