Autotrasporto, Fiap: Vettori italiani non più discriminati rispetto a quelli esteri

Autotrasporto, Fiap: Vettori italiani non più discriminati rispetto a quelli esteri

In data 15 settembre sulla base di segnalazioni pervenuteci da imprese associate e relative a verbali elevati dalla polizia stradale, il Presidente nazionale della FIAP  inviava una lettera al Direttore del Servizio di Polizia stradale e al  Direttore generale  della Motorizzazione civile  con la quale si chiedevano chiarimenti in merito ad una norma che, a nostro parere, era chiaramente discriminatoria nei confronti dei vettori italiani rispetto a quelli esteri.

 

L'oggetto del contendere era legato all'obbligo, previsto per i soli vettori italiani, di dotare di una gabbia di protezione con tanto di sigillo dell'officina la civetteria posta sul retro del tachigrafo digitale; obbligo che, si badi bene,  non era previsto né dalle norme europee in materia né dalle specifiche tecniche previste dalla casa di costruzione del tachigrafo digitale stesso  in quanto l'apparecchio digitale, a differenza di quello analogico, è in grado di registrare qualsiasi disinserimento dal suo alloggiamento.

 

Una circolare del direttore generale della Polizia stradale  del 2 settembre 2010 chiariva  che mentre per i vettori stranieri la mancata presenza della gabbia di protezione della cavetteria non poteva essere sanzionata in quanto non obbligatoria, per i vettori italiani  tale obbligo continuava a persistere causa il mancato raccordo delle norme nazionali alle più recenti norme europee.

 

Per dirla in altri termini se un vettore italiano non dimostrava di avere la suddetta "gabbietta" installata e regolarmente provvista di sigillo, doveva rispondere di  manomissione dell'apparecchio di registrazione dei tempi di guida e di riposo,  infrazione per la quale è prevista una sanzione amministrativa pecuniaria che va da € 1.596,00 a 6.388,00, il  ritiro di 10 punti sulla carta di qualificazione e la  sospensione della patente di guida da 15 giorni a 3 mesi.

 

 L'iniziativa della FIAP ha avuto il  meritato successo e oggi questa anomalia, che vedeva i vettori nazionali fortemente e ingiustamente penalizzati, è stata finalmente sanata.

In data 17 gennaio 2011 prima il Ministero dello Sviluppo economico (competente sugli apparecchi di misurazione) con circolare a firma del Direttore generale  dott. Gianfranco Vecchio ha chiarito che i sigilli da apporre sui tachigrafi digitali sono unicamente quelli previsti dal provvedimento di approvazione dei modelli di apparecchio di controllo e che nessuna discriminazione può essere operata in sede di controllo in base al paese di immatricolazione del veicolo, paese di residenza del conducente, paese di stabilimento dell'impresa,al punto di partenza o di arrivo del viaggio, al tipo di tachigrafo impiegato.

 

Nella stessa giornata in cui il Ministero dello sviluppo economico prendeva la suddetta posizione il Direttore del Servizio di Polizia stradale, che ringraziamo per la tempestività,  ha provveduto   a sua volta ad emanare una circolare a tutti i compartimenti di polizia stradale per invitarli a non effettuare più i controlli sulle apparecchiature digitali nella parte posteriore ma a verificare univocamente la presenza del sigillo nella parte anteriore dell'apparecchio nonché la presenza del marchio di omologazione.

 

Una storia iniziata male ma poi  finita bene e, soprattutto,  in tempi ragionevolmente brevi.  In un Paese che vuole essere moderno ed efficiente questa a nostro modesto parere dovrebbe essere la regola.

 

Silvio Faggi

Il segretario generale FIAP

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