Aviaria, più diffusa oggi che nel 2005

Aviaria, più diffusa oggi che nel 2005

Aviaria, più diffusa oggi che nel 2005

La soglia di attenzione sull'influenza aviaria non deve essere abbassata, anzi, oggi è ancora più diffusa. A sostenerlo è Ilaria Capua, responsabile del Centro di Referenza Nazionale Oie e Fao per l'influenza aviaria, all'interno del Festival della Salute di Viareggio, dove la direttrice del centro ha partecipato al convegno dal titolo "Sars, aviaria e mucca pazza".

 

"A livello globale - ha detto l'esperta - l'aviaria è più diffusa ora che non nel 2005, anno in cui scattò l'allarme mondiale. Quell'anno fu un'esagerazione, mentre ora, nonostante a qualcuno sembri una balla, è un problema che esiste".

 

"Ci sono reali pericoli, in quanto il mondo dei patogeni è in costante evoluzione. Nel nostro paese non c'è pericolo, ma siamo in una posizione scomoda. A sud abbiamo infatti l'Egitto, il paese più colpito dopo l'Indonesia per quanto riguarda gli esseri umani. Bisogna investire nei controlli veterinari - ha detto la Capua - perché gli animali viaggiano come le altre merci, e il 70% dei patogeni che hanno interessato l'umanità negli ultimi 20 anni proviene dal mondo animale. La sanità animale deve essere una priorità per la sanità pubblica".

 

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Ilaria Capua è anche intervenuta sul caso di mucca pazza che ha colpito un bovino di razza frisona in un allevamento lombardo, ed ha calmato le acque: "Anche con le misure di controllo qualcosa può sfuggire, ma l'Italia ha un servizio veterinario efficace, i controlli ci sono e infatti quel bovino è stato scoperto. Nessuna paura".

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