Bagnacavallo: al via il primo Nucleo di cure primarie della Bassa Romagna

Bagnacavallo: al via il primo Nucleo di cure primarie della Bassa Romagna

Partirà nelle prossime settimane in via sperimentale il primo dei quattro Nuclei di cure primarie previsti nel Distretto lughese sulla base della programmazione regionale e provinciale. Si tratta del Nucleo di Bagnacavallo, Cotignola e Bagnara (gli altri tre riguarderanno Alfonsine e Fusignano; Massa Lombarda, Sant'Agata sul Santerno e Conselice; Lugo) che avrà la propria sede principale presso l'ex ospedale, ora presidio socio-sanitario di Bagnacavallo e sedi secondarie a Villanova di Bagnacavallo, Cotignola e Bagnara.

 

I Nuclei di cure primarie nascono per migliorare l'assistenza e dare ai pazienti uguali opportunità di risposta assistenziale e la garanzia della continuità delle cure in senso "orizzontale" (tra i servizi sanitari del territorio e i servizi sociali) e "verticale" (tra i servizi ospedalieri e territoriali). I Nuclei di cure primarie costituiranno un modello integrato di servizi e professionisti, finalizzato a rispondere a diverse esigenze assistenziali, sanitarie e sociali dei cittadini.

 

Per il Nucleo di Bagnacavallo, Cotignola e Bagnara, la sede principale di Bagnacavallo, o Casa della Salute, dovrà favorire l'integrazione tra medici di medicina generale, pediatri, medici di continuità assistenziale, servizio infermieristico territoriale e servizio sociale.

 

Nella sede del Nucleo saranno presenti gli altri servizi territoriali quali il consultorio familiare, la pediatria, la sanità pubblica, la salute mentale. In tutte le sedi, una volta a regime, verrà effettuata la gestione delle patologie croniche attraverso la continuità assistenziale proattiva (con chiamata attiva dei cittadini) con la presa in carico delle patologie croniche ad alta prevalenza, riguardanti cioè le persone affette da diabete, ipertensione arteriosa, broncopneumopatie cronico-ostruttive, depressione, persone sottoposte a trattamento anticoagulante orale, e anziani ultrasessantacinquenni "fragili", cioè ad alto rischio di ricovero di emergenza.

 

La sede principale, oltre a essere al pari delle altre luogo di gestione delle patologie croniche, ospiterà anche, a regime, la continuità assistenziale diurna effettuata dai Medici di Medicina Generale; tale organizzazione è però ancora in corso di confronto con i professionisti.

 

Inoltre, il servizio infermieristico territoriale non verrà più collocato all'interno delle Medicine di gruppo ma opererà (secondo programmi definiti dalle Cure primarie dell'Ausl con i medici di Medicina generale) in collaborazione con tutti i medici del Nucleo che in quello di Bagnacavallo, Cotignola e Bagnara sono attualmente diciotto. Il punto infermieristico territoriale sarà proporzionato nella presenza e nelle ore di servizio al numero di cittadini da assistere e verrà ubicato nella sede principale di Bagnacavallo e nelle sedi secondarie di Villanova, Cotignola e Bagnara, progressivamente in base alla definizione della programmazione.

 

Il Nucleo di Bagnacavallo, Cotignola e Bagnara è già in procinto di partire con una sperimentazione presso la sede secondaria di Villanova, riguardante i pazienti affetti da diabete. Villanova presenta infatti già ora le caratteristiche strutturali per poter avviare tale attività, potendo contare su una sede comune e sulla coincidenza degli assistiti dei medici presenti con i residenti.

 

Un esempio della filosofia che ispira i Nuclei di cure primarie è rappresentato, proprio a Bagnacavallo, dal progetto "Steatosi e Steatoepatite non alcolica", basato su un concetto di medicina preventiva al quale ha volontariamente partecipato oltre il 61% dei cittadini nati tra il 1946 e il 1975.

 

L'approccio alla persona per i suoi bisogni di assistenza effettuato dai Nuclei di cura primaria intende mettere in campo attività finalizzate a una maggiore capacità del sistema di una presa in carico globale, caratterizzata da continuità assistenziale e con azioni orientate al modello di una medicina di iniziativa, con chiamata attiva dei pazienti affetti da patologia cronica secondo protocolli che prevedono precisi step temporali sia per i controlli medici che infermieristici. Questi ultimi in particolare verranno effettuati non su modello prestazionale, ma su un modello di presa in carico che prevede autonomia professionale dell'infermiere, continuità assistenziale e responsabilità sul caso seguito (case manager).

 

Tale complessivo approccio pone la sfida di un sistema che intende confrontarsi con i problemi dell'accesso ai servizi affrontando attivamente sul piano organizzativo quanto serve per facilitare l'accesso delle persone con problemi di salute al sistema di assistenza e di cura, in presenza di una crescente disuguaglianza sociale anche sul nostro territorio. A ciò tutti i professionisti, dipendenti e convenzionati con il sistema sanitario pubblico sono responsabilmente chiamati.

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