Bagnacavallo, Calisesi (Lega): "Consulte, no al voto agli extracomunitari"

Bagnacavallo, Calisesi (Lega): "Consulte, no al voto agli extracomunitari"

BAGNACAVALLO - Questa sera alle 20:30 si è svolta la riunione di presentazione delle candidature alla nuova Consulta di Frazione di Bagnacavallo. Le 8 Consulte di Frazione verranno votate insieme alle Regionali il 28 e 29 Marzo prossimi.

Per la prima volta, finalmente, viene realizzata la Consulta di Bagnacavallo, oltre alle 7 Consulte delle nostre frazioni.

L'Amministrazione Comunale per allargare la base, come noto ha finito per allargare anche le maglie della legge, consentendo il voto attivo e passivo agli extracomunitari.

 

La lega Nord ha votato contro questa delibera insieme al Pdl e alla lista Civica "Bagnacavallo Insieme", in una seduta infuocata di Giovedì scorso, in cui la maggioranza si è scagliata con veemenza contro il nostro consigliere Comunale Samantha Gardin, il Pdl e persino contro la lista Bagnacavallo Insieme, rea a loro dire di aver volto il pollice in basso all'ultimo momento, senza che avessero posto rilievi in Commissione.

Perché avrebbero dovuto farlo, visto che già il nostro emendamento era stato bocciato? Avrebbero forse votato a favore se fosse stato proposto da loro lo stesso emendamento?

 

Nonostante un parere del Consiglio di Stato del 2005 che esprime chiaramente come questo tipo di delibere sia illegittimo, il nostro sindaco Laura Rossi ha ritenuto di andare avanti come niente fosse.

Il "can can" pubblicitario e i grandi annunci però non hanno portato al risultato sperato. Alla seduta vi erano, scarse, una trentina di persone. Tenuto conto che 17 sono le candidature, (compresa la mia) espresse su 11 posti disponibili, praticamente la metà del pubblico era costituita dai candidati, l'altra metà probabilmente dai loro parenti.

A presiedere la seduta l'Assessore alle pari opportunità Giuseppina Dessy, in quanto non esiste un Presidente uscente della Consulta di Bagnacavallo.

 

La prima mezz'ora è stata spesa dall'Assessore nella presentazione dell'iniziativa e ha cercato, insieme ad altri candidati di spronare i presenti a proporre la propria candidatura "in extremis" col fine evidente di ridurre l'insuccesso dell'iniziativa.

 

Lo scarso successo difatti all'inizio non è stato nascosto, tanto che sia l'Assessore che alcuni candidati hanno cercato di analizzarne le motivazioni. Chi ha suggerito che sia per il fatto che a Bagnacavallo non c'è mai stato la Consulta, quindi la gente non è "abituata". Forse.

Io credo che le vere motivazioni siano da ricercare nella fiducia calante da parte dei Cittadini verso questo Sindaco e la sua Amministrazione, che anno dopo anno sta spegnendo la nostra bella città.

Inoltre l'aver voluto inserire per forza, e contro legge, il voto agli extracomunitari (sottolineo extracomunitari, poiché gli stranieri comunitari hanno diritto al voto nelle Amministrazioni locali) ha creato ulteriore malcontento fra i cittadini.

 

I 17 candidati iniziali erano, ha precisato l'Assessore Dessy, 5 donne e 12 uomini, e questa disparità la turbava al punto da dover esortare per tutta la riunione le donne a farsi avanti.

 In uno dei miei due interventi mi sono permesso di farle presente che un politico, ma anche una persona qualunque, che creda veramente (come me) nella parità tra uomo e donna, non deve sentire la necessità di sottolineare quanti uomini e quante donne ci sono in un determinato contesto. Se uomini e donne sono uguali qual è il senso di pretederne sempre un numero pari? In Giunta ci sono 5 donne (compreso il Sindaco) e solo 2 uomini, eppure non mi risulta di aver mai udito alcuno gridare alla scandalosa discriminazione!

Questo semplicemente perché non c'è alcuna discriminazione, ma è solo il caso e la disponibilità delle persone che creano queste situazioni variabili. Può sembrare un dettaglio, ma credo che un tale atteggiamento esprima invece una mancanza di equilibrio e forse qualche complesso. Qualità non proprio adatte a chi è responsabile delle "pari opportunità".

 

Tra i pochi extracomunitari presenti (ne ho contati 5-6), credo si sia distinto un signore del Marocco, del cui breve intervento si è capito solo da dove veniva, che è in Italia da 4 anni e che secondo lui gli immigrati subiscono una non meglio precisata forte "pressione". Parla poche parole in italiano e onestamente si esprime malissimo, eppure è un candidato.

 Bene alcune riflessioni: una persona straniera adulta, ma non anziana, che viva da 4 anni in Italia e che abbia voglia di integrarsi, è possibile che ancora non parli un italiano almeno comprensibile? Ancora: se parla poco e male l'italiano, è possibile che possa conoscere i principi della nostra Costituzione, del nostro diritto e della nostra cultura, che sono i capisaldi di una reale integrazione?

Curioso che parli di "pressione" quando questi signori godono qui di diritti che nessun altro Paese al mondo offre ai propri residenti non cittadini. Ha mai pensato alla "pressione" che un'immigrazione così rapida e poco controllata sta applicando sulla nostra società, cultura, e sistema socio-assistenziale?

 

Un altro signore, questo di colore, presidente dell'associazione "Jam-Salaam", peraltro molto simpatico ed allegro, insieme ad altri suoi (presuppongo) connazionali, si è presentato con molto ritardo alla riunione, ma al contrario del precedente parlava un discreto italiano, e ha dichiarato che non ha mai subito o vissuto alcun episodio di discriminazione.

 

Credo che questa esperienza sia solo la dimostrazione di quanto sosteniamo dall'inizio. Con questa delibera si è attuata una forzatura, che non può che produrre risultati distorti. Permettere la candidatura in un organo Istituzionale, ad uno straniero non ancora Cittadino Italiano, che nemmeno ancora sa esprimersi adeguatamente nella nostra lingua e che nemmeno sa essere grato dell'incredibile disponibilità della nostra società, rappresenta una mancanza di rispetto verso tale Istituzione, denotando quel tipico senso di onnipotenza e disinvoltura della sinistra nel gestire la cosa pubblica. Le leggi vanno bene solo quando sono nel proprio interesse, altrimenti in nome di una giustizia da loro arbitrariamente decisa, si possono aggirare o interpretare a piacimento.

 

Ora immagino mobiliteranno anche i Santi del Paradiso, anzi i loro tesserati, per cercare di riempire le sale delle prossime riunioni, nel vano tentativo di tamponare la figuraccia della "prima"; ma alla fine, quando saranno costretti ad annullare la loro Delibera, a chi daranno la colpa? A noi? Alla lista civica? Ai loro funzionari?

 

Giovanni Calisesi, segretario cittadino della Lega Nord

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