Bagnacavallo, caso Terremerse. L'assessore Rabboni risponde a Filippi (PdL)

Bagnacavallo, caso Terremerse. L'assessore Rabboni risponde a Filippi (PdL)

Rispondendo in aula ad un'interrogazione presentata dal consigliere regionale Fabio Filippi (pdl), in cui si chiedeva di fare chiarezza sul finanziamento concesso alla cooperativa "Terremerse" di Bagnacavallo (RA) per la realizzazione di uno stabilimento enologico,"caso" per il quale risulterebbe "indagato dalla Procura di Bologna il fratello del presidente della Regione", l'assessore Tiberio Rabboni ha evidenziato che "la Giunta regionale è a conoscenza del fatto che sono in corso le indagini preliminari" e che la stessa "Regione ha reso disponibile all'autorità inquirente tutta la documentazione richiesta".

 

Il progetto predisposto da "Terremerse", per cui era stata presentata istanza di finanziamento sulla base di un bando relativo ai fondi del Programma di sviluppo rurale 2000-2006, prevedeva, secondo Rabboni, la realizzazione di un nuovo stabilimento enologico funzionale alla delocalizzazione di un impianto preesistente e la domanda di contributo - ha aggiunto - è stata presentata entro il termine "perentorio" del 10 marzo 2004.

 

La concessione del contributo, inoltre, è avvenuta con atto formale, successivamente alla presentazione della dovuta documentazione tecnica ed amministrativa ed alle istruttorie tecniche e di merito previste, "pertanto l'iter relativo al finanziamento - ha sottolineato l'assessore - ha rispettato, da parte della Regione, tutte le fasi procedurali previste".

Replicando ai rilievi di Filippi, relativi alla richiesta del presidente della cooperativa CO.PA (protocollata il 5 luglio 2007) di trasferire due "costosi macchinari di proprietà di Terremerse, finanziati dalla Regione, nell'azienda da lui presieduta (in fase di fusione con la cooperativa di Bagnacavallo)", procedura ritenuta dall'esponente del pdl, "proibita dalla legge", Rabboni ha detto che "eventuali modifiche societarie che incidono sui soggetti beneficiari di contributi pubblici non assumono, rilievo a condizione che non modifichino la destinazione originaria dei beni".

 

La cooperativa "Terremerse" - ha spiegato - ha provveduto, dopo aver ottenuto la prescritta autorizzazione dalla Regione, a scindere il proprio ramo d'azienda vitivinicolo con la costituzione di una nuova cooperativa denominata "Terre imolesi", che, successivamente, si è fusa con la cooperativa CO.PA., passaggio anch'esso preventivamente comunicato ed autorizzato dalla Regione e che non ha inciso sulla destinazione delle opere ammesse a fruire del contributo.

 

I due macchinari, infatti, - ha aggiunto - nonostante il trasferimento da Imola a Bagnacavallo continuano ad essere utilizzati per la produzione di vino da parte della medesima società che, nel rispetto della normativa vigente ed in modo trasparente, ha provveduto ad effettuare la riorganizzazione del proprio ramo d'azienda.

 

L'assessore ha poi evidenziato che il collaudo tecnico amministrativo dello stabilimento vinicolo è stato eseguito il 15 settembre 2006, come si evince dalla documentazione resa disponibile, mentre il collaudo statico non compete all'amministrazione regionale. In data 23 marzo 2006, inoltre, successivamente alla concessione del contributo, la cooperativa ha presentato formale richiesta di variante al progetto approvato, che ha comportato - ha ribadito Rabboni - una consistente riduzione dei costi del progetto, per un importo di 2.700.000 euro: il contributo erogato, quindi, è da ricondursi solo al progetto "ridimensionato" ed è stato calcolato in funzione dei limiti massimi di spesa ammissibile riconosciuti alla cooperativa in base alle disposizioni del bando. A fronte di una spesa ammessa di 2,5 milioni di euro, il contributo concesso ed erogato è stato pari al 40% della somma ovvero 1 milione di euro.

 

"Questi importi - ha specificato - non sono stati modificati in seguito alla variante approvata in quanto, pur nella riduzione della spesa di progetto, questa è rimasta superiore al limite massimo". Le trasformazioni societarie, secondo Rabboni, "ammissibili ed effettuate nel rispetto della normativa vigente", del ramo vitivinicolo della cooperativa "Terremerse" sono state comunicate ed approvate dalla Regione. La Giunta non reputa quindi necessario attivarsi per il recupero del contributo concesso, come richiesto da Filippi, poiché non sussistono allo stato attuale i presupposti normativi per agire in tal senso.

 

 "Mi aspettavo risposte che non sono arrivate, chiedevo il collaudo che non mi è stato dato", ha replicato Filippi commentando insoddisfatto quanto riferito dall'assessore. Una risposta nella quale tra l'altro, - ha osservato - "si è parlato di un contributo, al singolare, quando coop Terremerse ha ottenuto 2 milioni e 176 mila euro di contributi. "Non credo che la Regione sia così generosa con aziende più valide di questa", la cui gestione - ha osservato - è stata "catastrofica". Non si danno soldi pubblici ad un'azienda che sta per fallire - ha poi detto Filippi, chiedendo che i fondi "cacciati al vento" vengano restituiti in quota parte, perché Terremerse "non esiste più". Il consigliere è infine tornato a chiedere copia del collaudo tecnico-amministrativo dello stabilimento in questione: "Non capisco  - ha concluso - per quale motivo non lo si consegni".

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